Page 241 - 8 Settembre 1943-25 aprile 1945 - La Resistenza dei Militari in Italia: un lungo percorso sino alla vittoria finale
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CAPITOLO SECONDO



           aveva pregato Badoglio di organizzare al meglio le migliori truppe che aveva disponibili . Aveva ben spe-
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           cificato che gli Alleati non erano assolutamente in grado di equipaggiare un intero esercito perché erano già
           impegnati su vari fronti. L’industria bellica italiana nel sud non poteva produrre molto se non nulla, anche
           perché le industrie del settore erano tutte al Nord, sotto occupazione tedesca. Gli Alleati potevano solamen-
           te aiutare con le ‘prede’ belliche ma intendevano che queste fossero date alle migliori Unità che si potevano
           in quel momento riorganizzare.
           Ambrosio aveva preparato un quadro generale del lavoro di riorganizzazione che si basava, soprattutto, su
           tre punti basilari: approntamento di Unità per arrivare alla liberazione della capitale; approntamento di Unità
           da impiegarsi, successivamente, nell’avanzata a nord; organizzazione e costituzione di Unità di occupazio-
           ne, dettagliando le successive tappe da intraprendere per arrivare a quanto era stato richiesto verbalmente
           a Malta. Tra queste istruzioni dettagliate, scrisse di gruppi motorizzati, reparti complementi che potevano essere
           utilmente impiegati con le divisioni inglesi e quindi occorreva approntare dei gruppi di artiglieria motorizzata di
           qualsiasi calibro purché munizionati.
           Interessante l’uso della parola gruppi: quelli che poi furono costituiti furono di altro tipo ma la parola iniziò
           ad essere usata nel quadro di impiego con le divisioni inglesi.
           Nelle conversazioni, ufficialmente informali, di Malta del 29 settembre, era stata fatta una proposta da parte
           italiana di impiegare 10 divisioni. L’8 ottobre 1943, ad Algeri, il generale Bedell Smith dichiarava a Castellano
           che la proposta non era stata accolta molto favorevolmente per una serie di motivazioni che riguardavano
           soprattutto una impressione negativa ricevuta dalla resa incondizionata avvenuta per la città di Roma.
           Castellano, riferendo le parole di Smith, chiese ad Ambrosio di inviargli, al più presto, il progetto dell’organico
           di una divisione che fosse costituita su tre reggimenti di fanteria, due di artiglieria e rinforzata con un battaglio-
           ne carri, il tutto motorizzato, in modo da far concretare uno studio di fattibilità su queste basi. Consigliava di
           impiegare una delle divisioni, già in Italia, o la Piceno o la Mantova, per questa esigenza, evitando una di quelle
           che erano ancora in Sardegna perché la questione dei trasporti era ancora molto complessa e insoluta .
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           Si era comunque giunti alla dichiarazione di guerra alla Germania che avrebbe comportato, anche se fatico-
           samente, alcuni cambiamenti.
           Il 17 ottobre il generale Taylor, Vice Capo della Missione Militare Alleata, aveva inviato ad Ambrosio un
           promemoria riguardante le linee di condotta per l’impiego delle Forze Armate italiane che contemplava tre
           categorie per quell’obiettivo: per le truppe combattenti, non era previsto l’impiego su vasta scala né vi erano
           progetti di impiego di formazioni combattenti, a parte la possibilità di una brigata rinforzata; per truppe
           nelle linee di comunicazione, era chiaro che vi era un’aumentata necessità di queste in Sicilia e nell’Italia
           liberata, per i servizi di guardia contro sabotaggi e anche per la sicurezza interna e delle stesse truppe alleate
           a mano a mano che risalivano verso il Nord; si prevedeva una difesa contraerea e costiera, pensando di af-
           fidare agli italiani quella contraerea; era di grande importanza una Unità di servizi, in quanto era prevedibile
           che i tedeschi ritirandosi avrebbero distrutto tutti i possibili collegamenti viari e ferroviari. Le forze aeree
           italiane potevano essere impiegate soprattutto per le forze armate italiane e quelle dei partigiani nei Balcani.
           Si prevedeva anche l’utilizzazione di unità e prigionieri di guerra non assolutamente necessari in prima linea
           che dovevano essere disponibili per l’agricoltura e le miniere, anche come manodopera civile mobilitata .
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           Questo ultimo punto sarebbe stato il più difficile da accettare e da impiegare, perché si trattava sempre di
           forze utili che potevano essere impiegate nei combattimenti e nella logistica.
           Due giorni dopo, il 19 ottobre, Ambrosio aveva risposto a Taylor indicando che il Comando Supremo italiano
           avrebbe desiderato poter partecipare più largamente al conflitto al fianco delle armate angloamericane, ricor-
           dando le affermazioni fatte e reiterate sulla possibilità che le condizioni armistiziali sarebbero state attenuate
           in relazione alla concreta collaborazione che gli italiani avrebbero dato. E questa collaborazione sarebbe stata
           ormai possibile, in grande misura, proprio dopo la dichiarazione di guerra alla Germania ma era necessario




           114   DDI, Decima Serie, vol. I, cit. sopra, doc. 22, p.27-33: verbale della riunione tra i rappresentanti del Governo italiano e i rap-
           presentanti delle Nazioni Alleate, stenografato dal maggiore Maggini.
           115   Ibidem, cit., doc. n. 32, p.41.
           116   Ibidem, doc. n. 48, p.59-60.

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