Page 245 - 8 Settembre 1943-25 aprile 1945 - La Resistenza dei Militari in Italia: un lungo percorso sino alla vittoria finale
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CAPITOLO SECONDO
alpini, granatieri e bersa-
glieri, ma questo lavoro
di riordinamento era sta-
to compromesso proprio
dalle continue richieste
alleate di armi, munizioni
e vestiario per i partigia-
ni jugoslavi, quadrupedi
e salmeristi per le truppe
al fronte, lavoratori (circa
40.000) per le retrovie e le
zone portuali.
Sotto questo aspetto, Ca-
dorna ricorda, che il Rag-
gruppamento fu la prima
Unità italiana completa-
mente armata e equipag-
giata con mezzi italiani.
Il 1° gennaio 1944 esso
ebbe delle modifiche: il
68º Reggimento Fanteria Il Generale Clark con il Generale Dapino presso Montelungo. AUSSME - Roma
sostituì il 67º, che rimaneva in forza al Raggruppamento ma veniva ritirato per un riordinamento, rimanen-
do, per l’impiego a disposizione dello Stato Maggiore del Regio Esercito. Il 13º Reggimento Bersaglieri si
sarebbe integrato, su due battaglioni; il LI, già presente nell’Unità, avrebbe ricevuto dei complementi (370),
in approntamento e il XXXIII, con 700 uomini, che sarebbe dovuto arrivare dalla Sardegna. Avrebbero poi
raggiunto il Raggruppamento due plotoni mortai da 81, di nuova costituzione.
Era prevista anche l’assegnazione del Battaglione Arditi “Boschetti”, in quel momento in Sardegna, sia per
un impiego diretto sia per un impiego con la 5ª Armata americana, sempre però in forza al Raggruppa-
mento. Sarebbero stati altresì assegnati tra i 200 e i 150 moschetti automatici, secondo la disponibilità del
munizionamento. Per quanto riguardava questa fornitura, i magazzini di armamento americani erano appe-
na sufficienti a rifornire le truppe americane e quindi la risposta del Comando della 5ª Armata fu che fucili
automatici e relative munizioni avrebbero dovuto essere tratti dai magazzini italiani. Comunque, quanto
previsto per l’integrazione del Raggruppamento fu approvato dal Comando americano.
Il 24 gennaio1944 il generale Dapino fu sostituito dal generale Umberto Utili, che era stato Capo della Mis-
sione Militare Italiana di Collegamento presso il Quartier Generale di quel XV Gruppo di Armate, costituita
il 15 Ottobre precedente, Missione che in realtà non fu molto produttiva.
A fine gennaio, quel che rimaneva del 185º Reggimento Paracadutisti Nembo, rimasto in Calabria con
solamente l’XI battaglione e i superstiti dell’VIII, per poi essere trasferito in Puglia fra Lecce e Brindisi,
si riorganizzò in Battaglione Paracadutisti Nembo, nome successivamente cambiato in 185º Reparto Para-
cadutisti Arditi Nembo, entrando a far parte di questo Raggruppamento a ridosso della linea Gustav nella
valle del Volturno .
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Il Raggruppamento tornò a combattere ai primi di febbraio 1944: il 5 febbraio era stato inquadrato nel Cor-
po di spedizione francese, per l’impiego agli ordini del generale di brigata Dody, comandante la 2ª Divisione
Marocchina - Gruppo Nord DIM (avendo dato il cambio nella serata dell’8 febbraio al 5º Tabor), che, a sua
volta, dipendeva per l’impiego dal Comando americano.
Il Raggruppamento continuò a combattere nella zona di Sant’Agata dei Goti ma tornò nel settore montano
dei colli al Volturno il 7 febbraio 1944, ancora inquadrato nella 5ª Armata americana per passare successiva-
mente alla 8ª Armata britannica. Fu una guerra dura di posizione, con molti scontri.
124 Giuliano Manzari, Il Gruppo di Combattimento Folgore nella Guerra di Liberazione, Centro Studi e Ricerche Storiche sulla Guerra di
Liberazione, ANCFARGL, Stampa-Eccigrafica s.r.l., Roma, s.d., p.27 e ss. Per l’Operazioe Herring, v. infra.
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