Page 249 - 8 Settembre 1943-25 aprile 1945 - La Resistenza dei Militari in Italia: un lungo percorso sino alla vittoria finale
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CAPITOLO SECONDO
‘relativamente brevi’ la Germania. Quindi la presen-
za di truppe italiane combattenti poteva liberare for-
ze americane dal fronte italiano per inviarle su quello
francese: il che avvenne nella primavera 1944.
Il 1° aprile 1944 il Raggruppamento risultò così
costituito: 68º Reggimento Fanteria Legnano (su tre
Battaglioni, che andò a sostituire il 67º, duramente
provato dalla battaglia), 4º Reggimento Bersaglieri
(su due Battaglioni), LI Battaglione Alpini Piemonte,
185º Reparto paracadutisti Nembo, IX Reparto d’As-
salto, 11º Reggimento Artiglieria (su quattro gruppi)
LI Battaglione Misto Genio, 250º Autogruppo mi-
sto, 6º Reparto salmerie e reparti minori di sussi-
stenza, sanità e polizia militare.
Forse anche i tedeschi iniziavano a temere, non tanto
il Raggruppamento, quanto gli inizi della ricostituzio-
ne di un esercito italiano pronto a combattere con-
tro di loro, tanto che lanciarono sulle linee italiane un
manifesto propagandistico destinato proprio ai sol-
dati del Raggruppamento, con il quale li invitavano a
raggiungere le truppe tedesche in Alta Italia, avendo
constatato che gli angloamericani non avevano man-
tenuto le loro promesse di portare la pace in Italia,
indicando agli italiani che stavano combattendo per un
ideale che certamente non potevano avere. Non fu raccolto
quell’invito, ma era la dimostrazione che l’intelligence
tedesca ancora operava in territorio italiano liberato, Stemma del Corpo Italiano di Liberazione sulla copertina della Circo-
come sempre avvenuto in tutti i conflitti. lare n° 187 del 1944. AUSSME - Roma
A fine marzo 1944 la Commissione Alleata di Con-
trollo aveva comunicato allo Stato Maggiore del Regio Esercito che il Raggruppamento, ormai definito,
anche se ancora informalmente, come Grande Unità combattente, si sarebbe chiamata Corpo Italiano di
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Liberazione, con retroattività dal 22 marzo . In totale il Raggruppamento ebbe le seguenti perdite, dal 28
settembre 1943 al 17 aprile 1944: 91 Caduti, 315 feriti, 175 dispersi. Un evidente riconoscimento.
Il 18 aprile terminava di esistere il Primo Raggruppamento Motorizzato, trasformandosi nel Corpo Italiano di
Liberazione (CIL), che operò in Abruzzo e nelle Marche. Ancora una volta, però, fu piuttosto difficile giunge-
re a questa meta. Lo Stato Maggiore dell’Esercito cercò di accrescere quanto più possibile la forza delle unità
combattenti, tanto che il Corpo Italiano di Liberazione, quando fu sciolto ufficialmente nel settembre 1944,
aveva 15 Battaglioni e nove Gruppi di artiglieria per una forza complessiva di circa 25.000 uomini.
Nel maggio 1944 era terminato il trasferimento dalla Sardegna della Divisione Paracadutisti Nembo che si
unì al Corpo Italiano di Liberazione. Con questa integrazione il CIL, pur non avendone il nome, ebbe la
configurazione di un Corpo d’Armata. Faticosamente l’Esercito italiano si stava ricostruendo.
La Grande Unità era infatti composta, al momento della sua costituzione in Corpo Italiano di Liberazione,
da due Reggimenti di Fanteria Paracadutisti (183º e 184º artiglieria Nembo, comandata dal tenente colon-
nello Leandro Giaccone, colui che aveva firmato la resa di Roma il 10 settembre 1943 alle ore 16.30), un
Reggimento di Artiglieria (184º su due gruppi e una batteria contraerei), una Compagnia motociclisti, una
Compagnia mortai medi, una Compagnia Genio artieri, una Compagnia collegamenti, una Compagnia ar-
tieri d’arresto e unità dei servizi; I Brigata sul 4º Reggimento Bersaglieri, 4º Reggimento Alpini, CLXXXV
Battaglione Paracadutisti Nembo, IV Gruppo Artiglieria Someggiato; II Brigata su 68º Reggimento di Fan-
128 Una curiosità: nella comunicazione di SMRE, avente per oggetto: denominazione G. U combattente, firmata dal generale Giovanni
Battista Oxilia, il 3 aprile, si indicava di evitare l’uso dell’abbreviazione C.I.L.
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