Page 254 - 8 Settembre 1943-25 aprile 1945 - La Resistenza dei Militari in Italia: un lungo percorso sino alla vittoria finale
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“8 settembre 1943-25 aprile 1945 - La Resistenza dei Militari Italiani: un lungo percorso sino alla vittoria finale”
di un Generale Comandante; il Capo dei servizi rappresentava un secondo Capo di Stato Maggiore; i Capi
dei vari uffici corrispondevano ai Capi Uffici del Comando della Cremona e poiché tutti avevano funzioni di coman-
do e di controllo, il Gruppo era in sostanza una Grande Unità con due distinti comandi 135 . Vi fu però una collaborazione
cordiale che portò ad azioni concrete.
Quando entrò in linea, il Cremona aveva già una certa fama fra le Grandi Unità della 8ª Armata britannica: l’8
settembre 1943 la Divisione Cremona era stata schierata nella parte occidentale della Corsica in qualità di uni-
tà di manovra. Le ostilità tra la Cremona e i tedeschi iniziarono l’11 settembre. Ci furono vari combattimenti;
soprattutto da ricordare gli scontri sanguinosi dal 30 settembre al 3 ottobre che concorsero alla riconquista
della città di Bastia in seguito alla quale i tedeschi dovettero lasciare definitivamente la Corsica.
Contribuirono a questo successo anche la Divisione di Fanteria Friuli e quattro Divisioni Costiere, con il
contributo di truppe francesi, sbarcate nell’isola. Per vari motivi, soprattutto in quanto erano giunti dall’A-
frica altri reparti francesi costituiti esclusivamente da truppe marocchine, il Comando Alleato ordinò che
queste due Divisioni fossero trasferite in Sardegna, movimento effettuato dal 19 al 27 ottobre.
La Cremona era rimasta in Sardegna fino a quando fu trasferita sul territorio continentale, per l’addestra-
mento all’uso delle armi e dei mezzi inglesi. Il 15 settembre 1944 si raccolse nella zona di Altavilla Irpina,
tra Benevento e Avellino, con alcune difficoltà di alloggiamento, per la nutrita presenza anche delle truppe
angloamericane. Il 25 settembre 1944 assunse, ufficialmente, il nome di Gruppo di Combattimento, con lo
stesso nome della Divisione da cui proveniva, Cremona e, il 1° novembre, i suoi elementi furono vestiti con
l’uniforme alleata, ma con stellette, alamari, fiamme, mostrine e fregi e con la bandiera Tricolore sul braccio
destro. Dal 23 novembre al 4 dicembre 1944 il Gruppo si trasferì nella zona di Ascoli Piceno.
Il 12 dicembre 1944 un’aliquota dei suoi organici, insieme agli altri Gruppi, poté sfilare a Roma, di fronte al
Capo del Governo Ivanoe Bonomi e a tutte le Alte Autorità dello Stato.
Il Friuli
Questo secondo Gruppo di Com-
battimento, erede della divisione
omonima proveniente dalla Sar-
degna, fu il secondo che si schierò
sulla linea gotica, il 9 febbraio 1945
ed entrò per primo in una Bologna
liberata. Anche per questo Grup-
po è interessante la voce di chi
partecipò a quei combattimenti,
un giovane tenente nell’87º Reg-
gimento Fanteria, Mario Attilio
Levi, al quale fu chiesto di sten-
dere la cronaca di quello che era
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successo .
Nel luglio 1944, come sopra già
ricordato, quel che rimaneva del-
la Friuli, circa 3.000 uomini, erano
stati sbarcati a Napoli, lasciando
alle truppe francesi in Corsica le Il Generale Scattini comandante del Gruppo di Combattimento Friuli. AUSSME - Roma
135 Ibidem p.30-31.
136 Mario Attilio Levi, Il Gruppo di Combattimento Friuli nella Guerra di Liberazione, Centro Studi e Ricerche Storiche sulla Guerra di
Liberazione, ANCFARGL, Nike Tipolitografica, Roma, 1997. La relazione fu scritta in occasione del primo anniversario della
costituzione del gruppo, (20 settembre 1945), da Mario Attilio Levi (ai tempi degli avvenimenti tenente in quel Gruppo), con la
collaborazione dell’allora tenente colonnello Guido Vedovato e del sottotenente Attilio Vassallo.
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