Page 257 - 8 Settembre 1943-25 aprile 1945 - La Resistenza dei Militari in Italia: un lungo percorso sino alla vittoria finale
P. 257
CAPITOLO SECONDO
Nel gennaio 1944, la Divisione Nembo, divenuta una divisione d’assalto dovette essere trasferita in Italia, ai
primi di maggio, da Cagliari a Napoli, con l’aiuto degli incrociatori italiani Raimondo Montecuccoli, Giuseppe
Garibaldi e Scipione Africano, arrivando in Campania senza artiglierie.
Il Gruppo di Combattimento venne costituito il 24 settembre 1944 al comando del generale Giorgio Morigi.
Era composto dal Reggimento Paracadutisti Nembo; dal Reggimento Marina San Marco, dal 184º Reggimento
140
Artiglieria da Campagna, dal CLXXXIV Battaglione misto Genio e reparti minori dei servizi .
Il 185º Reggimento Nembo (con i Battaglioni III, VIII e XI), con il III Gruppo del 184° artiglieria Nembo
e compagnia servizi, non aveva seguito la Divisione in Sardegna, e fu utilizzato in forma autonoma, con il
CIL, del quale era entrato a far parte. Anche a questa Unità furono assegnate delle Sezioni Carabinieri, la
314ª, 315ª e 317ª (3 ufficiali, 15 sottufficiali e 135 carabinieri).
Il Folgore era alle dipendenze del XIII Corpo britannico e gli fu dato un compito difficile, una linea che si
estendeva per 14 km in luogo complesso e accidentato per il movimento e l’osservazione.
Anche per questo Gruppo vi furono aspri combattimenti dopo i quali, però, riuscì a conquistare posizioni
che allargarono la breccia nella difesa tedesca. Nell’aprile erano ormai molto vicini a Bologna ma un ordine
superiore li inviò in un’altra zona mentre la guerra stava finendo. Il Folgore ebbe così due mesi di ininter-
rotto impiego, soffrendo la perdita di 164 Caduti, con 244 feriti e 14 dispersi.
Occorre ricordare anche altri due reparti minori, lo Squadrone di Ricognizione F (per gli inglesi ‘F’ Recce Squa-
dron), costituito nel marzo 1944, operante dietro le linee tedesche nel corso dell’offensiva finale contro la
linea gotica. Lo squadrone F era formato da un gruppo di paracadutisti del 185º Reggimento Nembo che aveva
operato in Calabria e in quella regione lo aveva colto l’armistizio. Era stato impiegato con una divisione
canadese, con azioni di pattuglia e ricognizioni dietro le linee tedesche. Fu impiegato soprattutto in azioni
di esplorazione e informazione, collaborando anche con il SIM, per la raccolta informativa. Liberata Roma,
lo Squadrone, con l’integrazione di 70 partigiani, addestrati a paracadutarsi e dei reduci del Gruppo Valenti
del Fronte Clandestino della Resistenza romana, operò in Toscana risalendo verso nord. Nell’agosto 1944,
il Comandante del XIII Corpo d’Armata britannico, passandolo in rassegna, ne fece dei pubblici elogi
dimostrando che, finalmente, anche Londra aveva compreso il valore italiano, la professionalità italiana so-
prattutto quando si trattava di missioni rischiose e difficili. Nel marzo 1945, lo Squadrone passò alle dirette
dipendenze del Comando del XV Gruppo d’Armate per preparare importanti operazioni di aviolanci.
Il Legnano 141
Il Gruppo è l’erede dalla Divisione Legnano che il 15 settembre 1944 era stata inserita dallo Stato Maggiore
del Regio Esercito nel LI Corpo d’Armata, la Grande Unità, a disposizione degli angloamericani per l’im-
piego. Nell’ottobre 1943 aveva contribuito con il 67º Reggimento Fanteria, alla costituzione del Primo Rag-
gruppamento Motorizzato, sotto il comando del generale Dapino; nel gennaio 1944, quando il Raggrup-
pamento fu riorganizzato, con il generale Utili al comando, contribuì anche con il 68º Reggimento Fanteria
Legnano. Infine, all’atto della sostituzione nel Raggruppamento del 67º con il 68º, cedette il 67º Legnano alla
210ª Divisione di Fanteria, partecipando a tutta la campagna d’Italia dalla Campania fino a Peschiera del
142
Garda, per 17 mesi ininterrottamente . La prima Unità dell’Esercito Italiano che entrò in Roma fu proprio
il 67º Legnano, il 7 giugno 1944.
Integravano il Legnano come sopra indicato, il 68º Reggimento di Fanteria rinforzato dal IX Battaglione d’as-
salto, il Reggimento di Fanteria Speciale con due battaglioni alpini ed uno di bersaglieri, l’11º Reggimento
Artiglieria da Campagna, il LI Battaglione misto Genio oltre a reparti minori controcarri, mortai e dei servi-
140 Per i dettagli: L’esercito italiano dall’armistizio…, cit., 126-127.
141 Attilio Murero, Il Gruppo di Combattimento Legnano nella Guerra di Liberazione, Centro Studi e Ricerche Storiche sulla Guerra di
Liberazione, ANCFARGL, Nike tipografica, Roma 1997. Murero era capitano d’artiglieria all’epoca dei fatti.
142 Ibidem, V. Introduzione al volume di Enrico Boscardi.
253

