Page 259 - 8 Settembre 1943-25 aprile 1945 - La Resistenza dei Militari in Italia: un lungo percorso sino alla vittoria finale
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CAPITOLO SECONDO



















































                                 Roma 1943 - Umberto di Savoia al Gruppo Combat Piceno. AUSSME - Roma

           Professionalità e coraggio permisero, nonostante difficoltà oggettive, dopo duri combattimenti contro i
           tedeschi, l’entrata in Bologna e in seguito in Brescia e Bergamo.
           In sintesi, la campagna del Legnano, nel 1945, durò poco più di 40 giorni, contribuendo non solo alla libe-
           razione di alcune parti dell’Italia, ma alla progressiva affermazione della forza militare italiana, anche se in
           difficili condizioni morali e logistiche. E questo avrà un importante riscontro anche sulle trattative di pace
           successive, non potendo gli Alleati evitare di riconoscere che nella penisola molto era stato fatto per la vit-
           toria finale dai militari italiani, contribuendo anche a quella degli alleati in Europa.
           Per quanto riguardava il Gruppo di Combattimento Mantova, addestrato e totalmente costituito, non entrò
           in linea, perché la guerra era finita. Per completezza di informazione, ecco la composizione: 76º Reggimen-
           to Fanteria Napoli, 114º Reggimento Fanteria Mantova, 155º Reggimento di Artiglieria da Campagna, CIV
           Battaglione misto Genio e reparti dei servizi.
           Il sesto Gruppo, il Piceno, in parte provvedeva a ripianare le perdite che erano state sofferte dai gruppi in
           prima linea, ma era stato trasformato in unità addestrativa e trasferito nella zona di Cesano di Roma, assu-
           mendo il 28 gennaio 1945 il nome di Centro di Addestramento complementi forze italiane combattenti.



           Le truppe ausiliarie

           Cadorna scrive nella sua Relazione che vi era stato un profondo contrasto di vedute fra gli organi supremi alleati e
           quelli italiani in merito all’impiego delle forze italiane. Questo risulta vero, negli stessi documenti angloame-
           ricani, anche se, salvo scontri personali, la collaborazione fu efficace. Sempre secondo gli Alleati, riferisce


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