Page 255 - 8 Settembre 1943-25 aprile 1945 - La Resistenza dei Militari in Italia: un lungo percorso sino alla vittoria finale
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CAPITOLO SECONDO



           armi di reparto e le artiglierie, quasi tutti gli automezzi, cavalli e asini, magazzini di viveri e di equipaggia-
           mento, con un intero battaglione di lavoratori e due compagnie di artieri.
           Non fu facile la costituzione del Friuli perché i cosiddetti ‘resti’ della Divisione non erano certamente suffi-
           cienti per organizzare il Gruppo. Ricorda Levi che il miracolo avvenne perché furono inseriti due battaglioni
           di Granatieri di Sardegna, uno ciascuno per i due Reggimenti del Gruppo, l’87º e l’88º. Erano, tra l’altro,
           proprio quei Granatieri che avevano combattuto in Corsica e per la difesa di Roma dopo l’8 settembre,
           dal 9 settembre al 4 ottobre.
           Si aggregarono anche mol-
           ti  volontari,  ex  partigiani
           che,  terminata  un’attività
           clandestina tra il giugno e il
           settembre 1944, in maggior
           parte  provenienti  dall’Al-
           to  Lazio,  Umbria,  Marche
           e  Abruzzo,  si  arruolarono
           così nei reparti regolari del
           Regio  Esercito .  Indub-
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           biamente questa immissio-
           ne fu favorita anche perché
           si  faceva  riferimento  a  un
           bando, il n.8 del Comando
           Supremo,  del  28  ottobre
           1943,  in  cui  era  previsto
           l’arruolamento  volontario
           per combattere i tedeschi.
           Il  19  settembre  1944  nella
           sua sede di San Giorgio del   Guerra di Liberazione - Gruppo di Combattimento Friuli. AUSSME - Roma
           Sannio, Benevento, fu costi-
           tuito ufficialmente il Friuli. La sede fu scelta vicino a Benevento perché questa città era il grande centro di
           addestramento tattico delle forze inglesi del Mediterraneo centrale. Fu composto oltre all’87º e 88º Reggi-
           mento di Fanteria Friuli (i Granatieri di Sardegna), dal 35º Reggimento artiglieria da campagna, dal CXX
           Battaglione misto Genio e reparti dei servizi. Ne fecero parte anche la 95ª, 98ª e la 316ª Sezione dei Carabi-
           nieri (3 ufficiali, 15 sottufficiali e 135 militari di truppa).
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           Oltre al Comando del Gruppo ci fu un reparto britannico di collegamento (“50” BLU)  e uno di ufficiali
           istruttori (“54” Training Increment) che affiancarono dei pari grado istruttori italiani, questi ultimi responsa-
           bili per quanto riguardava l’uso delle armi individuali. Soprattutto fu assegnato un nuovo armamento per
           la fanteria, per l’artiglieria e un nuovo importante materiale per i collegamenti telegrafici e radio. Come per
           il Cremona, era stato infatti deciso che anche questo Gruppo avrebbe avuto un armamento inglese. Per il
           vestiario, gli uomini ricevettero una uniforme uguale a quella del soldato britannico.
           L’11 novembre 1944 il Friuli ricevette la visita di Alexander, che ancora comandava il XV Gruppo di Arma-
           te, il quale stava finalmente riuscendo a superare il proprio scetticismo nei confronti del militare italiano, ve-
           dendo sul campo qual era lo spessore individuale di chi, comunque fino a pochi mesi prima, era considerato
           un vinto e la professionalità nel combattimento per la quale si stava addestrando con un armamento nuovo,
           moderno, molto più moderno di quello che avevano avuto fino a quel momento.
           Una rappresentanza di questo Gruppo, guidata dal generale comandante Arturo Scattini, come il Cremona
           sfilò la mattina del 24 novembre 1944, nel centro di Roma, dal Colosseo a Piazza del Popolo.


           137   Per dettagli e numeri dei patrioti e volontari immessi nei Gruppi di combattimento, v. AUSSME, H2, Carteggio formazioni partigia-
           ne, b.22, f.6, nota del 20 gennaio 1945.
           138   Di questo reparto di collegamento faceva parte il maggiore Richard Lamb, autore di War in Italy. 1943-1945. A brutal story,
           Londra, St. Martin’s Press, 1994.

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