Page 253 - 8 Settembre 1943-25 aprile 1945 - La Resistenza dei Militari in Italia: un lungo percorso sino alla vittoria finale
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CAPITOLO SECONDO



           obiettivo 500 ufficiali e 700 sottufficiali istruttori; fu distribuito materiale didattico; organizzati dei locali
           idonei a ricevere 14.000 uomini da tenere in addestramento. Stavano nascendo le Scuole Militari italiane
           anche se in quel periodo era la ‘scuola britannica’ a addestrare.
           In termini di numeri occorre ricordare che furono 45 i corsi tenuti presso le Scuole britanniche, con ma-
           teriali inglesi, ai quali parteciparono 489 ufficiali, 870 sottufficiali e graduati, 240 soldati specializzati, che
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           andarono a costituire il primo nucleo di addestratori necessari per l’approntamento definitivo dei Gruppi .
           Le formazioni organiche dei Gruppi, in generale, erano: un Comando, con due o tre sezioni Carabinieri
           (ciascuna con un ufficiale, cinque sottufficiali e 45 Carabinieri), due Reggimenti di Fanteria, un Reggimento
           di Artiglieria, un Battaglione Genio, una Sezione sanità, con un reparto trasporti e rifornimenti, un deposito
           materiale artiglieria e genio, officine meccaniche.
           In totale la Forza complessiva dei sei Gruppi arrivò ad essere di circa 63.000 uomini.
           Quando nel marzo 1945 si concretò l’offensiva finale sul fronte italiano, i Gruppi entrarono successivamen-
           te in linea, dal gennaio in poi, e solamente il Mantova, alla fine delle ostilità, si trovò nelle retrovie.
           Quel che è interessante notare che i Gruppi furono impiegati alle dipendenze delle singole Grandi Unità
           britanniche o americane, pur nella difficoltà della lingua del comando, e questo indubbiamente consolidò
           il giudizio positivo che gli Alleati avevano nei confronti dei combattenti italiani, dopo molto scetticismo
           su professionalità e tenuta morale. Non avevano però autorizzato la costituzione di Corpi d’Armata come
           invece era stato richiesto dallo Stato Maggiore dell’Esercito.



           Alcuni dettagli sull’organico dei Gruppi di Combattimento 133

           Il Cremona


           Comandava il Gruppo il generale di
           brigata Clemente Primiero; ne era il
           vice comandante, il generale Giaco-
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           mo Zanussi .
           Il Cremona era costituito da un  Co-
           mando,  un  Quartier  Generale,  21º
           Reggimento e 22º Reggimento Fan-
           teria,  7º  Reggimento  Artiglieria  da
           campagna,  CXLIV  Battaglione  mi-
           sto del Genio, 54ª Sezione sanità, 84º
           ospedale da campo, 33º ospedale da
           campo, 44º reparto trasporti e rifor-
           nimenti, officine meccaniche, parco
           mobile, 94ª Sezione Carabinieri, 739ª
           Sezione Carabinieri, 51º BLU (British
           Liaison Unit), una unità britannica di
           collegamento, con una particolarità,
           che  il  tenente  colonnello  a  capo  di
           questa unità aveva la stessa autorità   Il 7° Reggimento Artiglieria del Cremona in azione - Gennaio 1945. AUSSME - Roma


           132   Relazione Cadorna, cit., p.18-19.
           133   Per i dettagli delle numerose operazioni militari in cui i tutti Gruppi sono stati coinvolti si rimanda agli studi citati in nota. V.
           anche infra, Cap. III, 3.1.
           134   Giuseppe Mastrobuono, Il Gruppo di Combattimento Cremona nella Guerra di Liberazione, Centro Studi e Ricerche Storiche sulla
           Guerra di Liberazione, ANCFARGL, E.S.I., Roma, 2003 (ristampa). Mastrobuono, all’epoca dei fatti, era tenente colonnello dei
           bersaglieri che operò nel Gruppo di Combattimento Cremona, in qualità di capo sezione operazioni e servizi. Ricordiamo che il
           generale Zanussi aveva partecipato alle trattative per l’armistizio ‘corto’ insieme al generale Castellano.

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