Page 263 - 8 Settembre 1943-25 aprile 1945 - La Resistenza dei Militari in Italia: un lungo percorso sino alla vittoria finale
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CAPITOLO SECONDO
erano ancora in Sardegna 5 Divisioni di Fanteria, 5 Divisioni e 2 Brigate costiere, 2 Raggruppamenti di Ar-
tiglieria, un Raggruppamento motocorazzato e unità minori dei servizi. Tre Divisioni di Fanteria presenti
(Nembo, Friuli e Cremona) furono trasferite nel continente per combattere contro i tedeschi; vi era anche la
Bari che fu sciolta ma la Calabria rimase in Sardegna. Per quanto riguarda l’altra isola, la Sicilia, nel novembre
1943 era arrivata dalla Sardegna, la Divisione di Fanteria Sabauda, raggiunta nel settembre 1944 dalla Divisio-
ne di Sicurezza Aosta che era stata integrata anche con i quadri della Bari ormai disciolta. La Calabria in Sicilia
come Divisione di Sicurezza era su 2 Brigate, un Battaglione Genio. Queste Unità avevano dei compiti parti-
colarmente delicati come servizi di guardia ai depositi e alle infrastrutture; provvidero anche a pattugliare le
maggiori vie di comunicazione, in questo caso e in molti altri, coadiuvando i Carabinieri, ai quali i Comandi
Alleati avevano dato compiti specifici riguardanti la sicurezza pubblica sul territorio; da notare che in Sicilia
si costituirono anche dei Battaglioni misti con compagnie di Carabinieri e compagnie di Fanti o Alpini.
Fu poi costituito nel giugno 1944 un Corpo di Assistenza Femminile (CAF) con compiti di assistenza ai
soldati nelle cantine mobili, nei posti di sosta, nei posti di ristoro, nelle biblioteche, negli uffici informazioni
e nei servizi presso le Case del Soldato, negli spacci e nelle foresterie. Il massimo grado militare al quale furo-
no assimilate era quello di sottotenente, con una ispettrice e delle vice ispettrici, delle capogruppo che erano
comandanti del nucleo assegnato al Gruppo di Combattimento e le gregarie, una sorta di assistenti sociali,
che fecero con onore quel che in quei momenti si richiedeva, a quei tempi lontani, all’elemento femminile
inserito in un contesto militare.
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Le sorti del conflitto stavano decisamente cambiando anche in Italia e gli Alleati avevano compreso, soprat-
tutto con l’opera del Primo Raggruppamento Motorizzato, del CIL e dei Gruppi di Combattimento, che
l’appoggio dei militari italiani era fondamentale per alleggerire loro il compito di respingere i tedeschi in
Italia oltre confine, per concentrarsi sulla Francia e sul resto d’Europa, distraendo alcune truppe dalla linea
di combattimento in Italia, per avviarle in altri settori ritenuti ormai primari per la vittoria finale.
Era passato meno di un anno dalla firma dei due armistizi con le loro dure condizioni e imposizioni ma la
forza di volontà e la professionalità dei militari italiani, sebbene, agli inizi sicuramente molte volte trattati
con un misto di disistima e arroganza, come si rileva spesso dai documenti angloamericani, riuscirono a far
comprendere che la più gran parte del popolo italiano, militare e civile, moralmente sana, aveva ben com-
preso la lezione del regime precedente e che si sarebbe avviato verso una democrazia voluta e compresa.
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