Page 266 - 8 Settembre 1943-25 aprile 1945 - La Resistenza dei Militari in Italia: un lungo percorso sino alla vittoria finale
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“8 settembre 1943-25 aprile 1945 - La Resistenza dei Militari Italiani: un lungo percorso sino alla vittoria finale”



                                                                    cantili delle Nazioni Unite. Le Unità italiane
                                                                    così  impiegate  avrebbero  avuto  equipaggi
                                                                    nazionali, indicati dal Ministro Italiano della
                                                                    Marina e avrebbero battuto bandiera italiana.
                                                                    De  Courten  comunicò  successivamente  per
                                                                    telefono  a  Badoglio  le  intese  raggiunte  che
                                                                    ottennero l’adesione del Capo del Governo,
                                                                    ritenendo che quel promemoria sarebbe stata
                                                                    la base per la conclusione dell’accordo gene-
                                                                    rale che doveva essere firmato in previsione
                                                                    dell’incontro, dopo pochi giorni, tra lo stesso
                                                                    Badoglio e Eisenhower.
                                                                    Non esiste una copia firmata di questo Me-
                                                                    morandum. L’8 agosto 1944 il Ministero de-
                                                                    gli Esteri Italiano chiese a De Courten notizie
                                                                    circa la firma e una copia del documento, che
                                                                    si riteneva essere stato sottoscritto. L’Ammi-
                                                                    raglio rispose che l’accordo siglato a Taranto
                                                                    il 23 settembre 1943 non era stato registrato.
                                                                    Chi era presente, aveva espresso verbalmente
                                                                    le sue osservazioni in merito e lo stesso Ma-
                                                                    resciallo Badoglio aveva dato la sua adesione
                                                                    verbalmente. Si era trattato di un ‘accordo fra
                                                                    gentiluomini’, un gentlemen’s agreement.
                                                                    L’incontro di Taranto era stato così proficuo
                                                                    e nel riferirne al Re, De Courten chiese che

           Le circolari segrete della Regia Marina per il Reparto informazioni.   il sovrano facesse un gesto importante al ri-
           NARA - Washington                                        guardo, che poi si concretò in un ordine del
                                                                    giorno del 29 settembre 1943 diretto ai Mari-
           nai d’Italia, in cui ricordava che da pochi giorni avevano lasciato i porti, obbedendo con disciplina perfetta
           alle condizioni di armistizio per il supremo interesse del paese, bilanciando un manifestino di propaganda che i
           tedeschi avevano diffuso.
           Il 27 settembre ancor prima della firma a Malta, Power si incontrò con De Courten. L’ammiraglio inglese
           si sarebbe stabilito a Taranto dove, in realtà, anche il Ministro aveva intenzione di trasferirsi da Brindisi,
           non appena fosse stato possibile. In quell’occasione i due ammiragli concretarono le modalità di impie-
           go di quelle navi che potevano essere immediatamente utilizzate: gli incrociatori sarebbero stati mandati
           nell’Atlantico meridionale per agire contro le navi corsare tedesche. I cacciatorpediniere invece sarebbero
           stati impegnati nell’Adriatico ed eventualmente in Egeo per operazioni offensive. Torpediniere e corvette
           avrebbero dovuto agire come gruppi di scorta per proteggere i convogli nel Mediterraneo centrale; convogli
           che sarebbero stati organizzati secondo il sistema inglese, cioè un Commodoro britannico al comando del
           convoglio, un responsabile delle navi mercantili e la scorta italiana comandata da un Capo scorta italiano. Un
           ufficiale inglese di collegamento avrebbe assicurato il servizio delle comunicazioni fra la scorta e il convoglio
           o una unità navale britannica, per questo speciale compito, attendendo che sette ufficiali italiani della Flotta
           italiana, presenti a Malta, che erano stati imbarcati su navi inglesi, avessero raggiunto in tutto la necessaria
           professionalità per operare su materiale di trasmissione britannico.
           Il memorandum d’intesa doveva ancora essere concretato in un accordo firmato e gli uffici competenti sta-
           vano lavorando sulla sua redazione.
           Il 9 ottobre De Courten fu convocato a Brindisi da Badoglio che gli sottopose un documento che si suppo-
           neva l’ammiraglio dovesse già conoscere e firmare. In breve, rispetto a quanto concordato precedentemente,
           nel preambolo del documento che doveva passare alla firma, si aggiungeva una frase molto delicata: era inteso
           e concordato che le disposizioni dell’accordo navale circa l’impiego immediato e le disposizioni delle navi da


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