Page 45 - 8 Settembre 1943-25 aprile 1945 - La Resistenza dei Militari in Italia: un lungo percorso sino alla vittoria finale
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CAPITOLO PRIMO



           Davenport Taylor, vice comandante della 82ª divisione Airborne americana (nota come Operazione Giant II,
           che dovette essere cancellata v. infra).

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           Mentre si svolgevano queste giornate piuttosto convulse tra italiani e angloamericani, c’erano già state delle
           grandi frizioni e attriti tra l’Italia e la Germania. La collaborazione tra i servizi informativi tedeschi e quelli
           italiani, annotò Cesare Amé, Capo del Servizio Informazioni Militare italiano (SIM), nel Diario Storico del 1
           giugno 1943 , era stata molto scarsa nel settore informativo, formale nel campo crittografico, con magri contatti e con relazioni
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           generalmente fredde…Anche in questo settore le relazioni del Servizio con l’omologo tedesco, forse cordiali pri-
           ma della guerra, si erano andate progressivamente raffreddando, così come l’alleanza fra l’Italia e la Germania
           aveva iniziato ad avere delle profonde crepe.
           Lo stesso ambasciatore del Reich a Roma, in una conversazione con un collega diplomatico italiano, favo-
           revole, nel caso di un ventilato ritiro dell’Italia, al proseguimento invece della guerra, vedeva con favore la
           possibilità di un ‘comando unico’ delle truppe italo-tedesche sul territorio italiano. Fu obiettato dall’altra
           parte che l’Esercito italiano sapeva difendersi da solo, anche con la collaborazione dell’esercito tedesco ma
           la difesa del territorio italiano non poteva essere
           effettuata che dalle Forze Armate italiane, sotto
           comando italiano.
           Era da un certo periodo di tempo che gli italiani
           mostravano grande sfiducia e sospetto per tut-
           to quello che fascismo e tedeschi facevano in
           Italia: sfiducia e sospetti che si materializzavano
           già in atteggiamenti e misure precauzionali, da
           ambo le parti, che ostacolassero una possibile
           collaborazione.
           In realtà già da tempo, dopo gli ultimi ingenti arrivi
           delle truppe tedesche sul suolo italiano, c’era una
           complessità di motivi che destavano dubbi e so-
           spetti circa le reali intenzioni della Germania verso
           l’Italia che non potevano giustificare alcune, alme-
           no, delle misure prese dai nazisti.
           Le relazioni si erano rovinate anche per lo stes-
           so  modo  di  comportarsi  di  quelle  truppe  nei
           confronti della popolazione. Come esempio di
           questi comportamenti era ricordato che in Ca-
           labria, in quei giorni, militari tedeschi avevano
           rapinato  due  automobili  appartenenti  a  enti
           pubblici e avevano svaligiato una casa privata:
           vi era stato uno scontro e gli italiani avevano
           ucciso due militari tedeschi.
           Era poi da valutare che in tutta Italia, si veri-
           ficavano  ogni  giorno,  ovunque,  astensioni  dal
           lavoro  per ragioni  economiche ma anche per
           dimostrare  un’ostilità  crescente  contro  coloro
           che ormai erano già ritenuti occupanti dalla po-  18 agosto 1943 - Diario storico della seconda guerra mondiale.
           polazione, cioè i tedeschi.                    Archivio Ufficio Storico Stato Maggiore Esercito (AUSSME) - Roma


           68   Archivio Ufficio Storico Stato Maggiore Esercito (AUSSME), Comando Supremo, SIM, Diario Storico, Parte Informativa,
           B.1411. Il 18 agosto 1943, Cesare Amé fu sostituito dal generale Giacomo Carboni, come commissario straordinario del SIM,
           Vice Capo del Servizio era il generale di brigata, Carlo Fantoni, che firmava sempre i rapporti giornalieri.

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