Page 43 - 8 Settembre 1943-25 aprile 1945 - La Resistenza dei Militari in Italia: un lungo percorso sino alla vittoria finale
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CAPITOLO PRIMO
1.3 Le prime conseguenze dell’armistizio in assenza di una dichiarazione di guerra alla
Germania
lle 17.15 del 3 settembre 1943, nel Fairfield Camp, sotto la tenda della mensa ufficiali del campo an-
gloamericano nei pressi di Cassibile vicino Siracusa, Castellano firmava l’armistizio dell’Italia con
le Nazioni Unite . Subito dopo la firma furono consegnati al generale italiano le condizioni, mol-
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A to più dettagliate e dure che sarebbero state firmate poi a Malta il successivo 29 settembre, quelle
che erano state date al generale Zanussi, al quale era stato impedito di rientrare a Roma, proprio per evitare che
le consegnasse a Badoglio e che ci fosse un irrigidimento da parte degli italiani alla firma di quello sottoposto a
Castellano, armistizio necessario per l’attuazione del piano operativo pronto per lo sbarco in Calabria.
Bisognerà attendere quasi due anni, fino al 7 maggio 1945 per la resa incondizionata della Germania nazista,
che produrranno morte e devastazione non solo sul territorio italiano.
Da notare, per le ulteriori valutazioni degli avvenimenti successivi, un episodio accaduto la sera del 3 set-
tembre a una riunione conviviale tra italiani e angloamericani: il generale Harold Alexander ebbe occasione
di precisare, avendo sotto gli occhi il telegramma proveniente dalla conferenza di Québec e cioè che l’Italia
“non potrà mai essere alleata delle Nazioni Unite dopo una lunga guerra fatta contro di esse” perché la colla-
borazione militare italiana doveva ridursi “alle azioni di sabotaggio” . In realtà Castellano, nelle sue memorie,
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ha ricordato che il 31 agosto a Cassibile aveva riferito la richiesta dell’Italia di combattere i tedeschi anche
perché il governo di Badoglio riteneva che un concorso italiano alla guerra contro la Germania avrebbe
affrettato la fine della guerra. Il riconoscimento pratico, co-
munque, di una ‘cobelligeranza’ da parte dei ‘nuovi’ alleati,
però, è sempre stato difficile da accettare, soprattutto da-
gli inglesi e questo influirà molto nel seguito del conflitto,
quando invece le Forze militari italiane daranno il loro con-
tributo importante alla sconfitta del nazifascismo in Italia,
avviando tutta l’Europa al ripristino della democrazia par-
lamentare. Solo l’8 settembre, cinque giorni successivi alla
firma, l’armistizio sarebbe stato annunziato al mondo e da
quel momento sarebbe iniziata ufficialmente una resistenza
contro i nazisti; una resistenza che in realtà aveva già dato in
precedenza alcune testimonianze della sua presenza.
Non è certamente facile valutare quel che accadde nei
giorni che separarono la caduta di Mussolini, dalla firma
dell’armistizio, e dalla chiara constatazione della parte mi-
litare italiana che il conflitto era ormai perduto, con la di-
chiarazione di guerra alla Germania del 13 ottobre 1943,
se non contestualizzando l’analisi degli avvenimenti senza
preconcetti o giudizi.
Indubbiamente importante per una migliore valutazione di
quello che è successo dopo l’8 settembre è il telegramma
inviato da Londra a Washington il 29 e il 30 luglio 1943, che
conteneva A) il documento completo delle condizioni della
resa da sottoporre alla firma sia del governo italiano sia del
Il libro di memorie di Castellano. Edizione del 1945. Comando Supremo, e B) lo strumento militare di resa da
Biblioteca privata Pasqualini far firmare solo al Comando Supremo italiano con le con-
62 NAUK, FO 954/13B/461, Italy: Holy See telegram No 334, messaggio del generale Badoglio a Castellano con l’autorizzazione a
firmare i termini dell’armistizio. Cassibile era un aeroporto che le forze angloamericane erano riuscite a costruire e organizzare in
un mandorleto, considerato a splendid piece of work (FRUS, p.1275).
63 V. Giuseppe Castellano, cit., p.158 e ss.
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