Page 52 - 8 Settembre 1943-25 aprile 1945 - La Resistenza dei Militari in Italia: un lungo percorso sino alla vittoria finale
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“8 settembre 1943-25 aprile 1945 - La Resistenza dei Militari Italiani: un lungo percorso sino alla vittoria finale”
1.4 Dall’annunzio dell’armistizio alla dichiarazione di guerra alla Germania. Si prepara
la difesa della Nazione e in particolare di Roma: 8-10 settembre. La Difesa armata
della Capitale. Roma ‘Città Aperta’, una seconda volta
giorni che separarono la caduta del fascismo dalla dichiarazione di guerra alla Germania rappresen-
tarono indubbiamente il primo periodo di successi estremamente complicati e molto pericolosi per
l’Italia nel quadro generale del conflitto. Perché aspettare così tanto tempo per dichiarare ufficial-
I mente guerra alla Germania nazista e quindi per rientrare nel quadro di applicazione della norma di
Diritto Internazionale Umanitario che avrebbe forse evitato molti terribili crimini?
Gli angloamericani erano convinti che questi ritardi voluti dagli italiani nell’annunzio dell’armistizio fossero
dovuti al fatto che ben conoscevano quale avrebbe potuto essere la reazione tedesca, tanto più che proprio
mentre discutevano a Lisbona e in Sicilia di un possibile armistizio, le truppe del Führer erano entrate in
massa in Italia con l’evidente obiettivo di occuparla militarmente. Afflusso, iniziato già nel luglio, era conti-
nuato massiccio fin dai primi di settembre, quando era ormai evidente che il controspionaggio tedesco aveva
avuto notizia precisa dell’avvenuta firma armistiziale. Tanto in Germania si prevedeva una possibile uscita
dell’Italia dalla guerra che era stato predisposto un piano per essere pronti a reagire a un armistizio italiano,
l’operazione Achse, elaborato dall’Oberkommando della Wehrmacht (OKW), per occupare il territorio italiano e
neutralizzarne le Forze Armate, dislocate sia nei Balcani sia nel Mediterraneo. Pur essendo a conoscenza di
quello che stava per accadere o era già accaduto, il 3 settembre il nuovo ambasciatore di Germania in Italia,
Rudolf Rahn, aveva presentato a Badoglio le lettere credenziali e aveva colto l’occasione per riprendere la
proposta di un comando unico nel teatro operativo italiano, in modo che i tedeschi avessero il completo
controllo delle operazioni. Badoglio rispose diplomaticamente che vedeva favorevolmente la proposta ma
che non sarebbe potuto intervenire direttamente nelle questioni militari di quel tipo. Promise che comunque
gli avrebbe organizzato un’udienza con il Re e un incontro con Ambrosio per il giorno successivo.
Carta con la situazione delle forze terrestri italiane e germaniche all’8 settembre 1943. AUSSME - Roma
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