Page 53 - 8 Settembre 1943-25 aprile 1945 - La Resistenza dei Militari in Italia: un lungo percorso sino alla vittoria finale
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CAPITOLO PRIMO



           È opportuno rivedere in dettaglio la situazione delle Forze ancora ‘alleate’ tedesche e italiane, e quelle, an-
           cora ufficialmente ‘nemiche’, angloamericane, in Italia e fuori confine, nella notte tra il 7 e l’8 settembre, per
           meglio comprendere gli avvenimenti di quei giorni.













































                         Carta con la situazione delle forze terrestri italiane e germaniche all’8 settembre 1943. AUSSME - Roma

           Alla data dell’armistizio, Sicilia e Calabria meridionale erano già state occupate dalle forze angloamericane; le
           truppe tedesche, però, controllavano il resto della penisola, essendo riusciti ad inviare in Italia delle forze ingen-
           ti soprattutto dopo gli eventi del 25 luglio (Piano Italia, nome in codice Operazione Alarico, anch’esso elaborato
           nella riunione del 20 maggio 1943, dopo la visita di von Neurath in Sicilia); forze che erano dal punto di vista
           della qualità e quantità, nettamente superiori a quelle italiane. I tedeschi ne erano perfettamente consci e altret-
           tanto lo erano gli Alti Comandi italiani. La situazione era ben nota anche a quelli angloamericani.
           In alcuni studi o presentazione di convegni  è stato fatto correttamente notare che troppo spesso è stato
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           scritto di resistenza ai tedeschi (nel periodo di cui questo studio si occupa), indicandola quasi esclusivamente
           essere appannaggio dei partigiani, formazioni alle quali parteciparono, in moltissimi casi, anche militari.
           La resistenza militare nacque nei primi 3/4 giorni, se non il primo giorno (con la battaglia a Porta San Paolo a
           Roma del 9 settembre), subito dopo la dichiarazione dell’armistizio; molti militari caddero per essersi opposti
           ai tedeschi, resistendo, per non aver accettato di arrendersi e per aver combattuto, mentre ancora non era stata
           dichiarata la guerra alla Germania, con le conseguenze bellico-giuridiche che questo ritardo comportò . Scrive-
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           71   Federico Castellucci, in Le Forze Armate nella Resistenza e nella Guerra di Liberazione, Atti del convegno di studi, Bologna, 21-22
           marzo 1995, Bologna, Casa Editrice ‘Il Nove’ s.r.l., 2000: indirizzo di saluto del Presidente del Consiglio Regionale dell’Emilia-Ro-
           magna, p. 9 e ss.
           72   Enrico Boscardi, Dalla Resistenza Alla Liberazione, Centro studi e ricerche storiche sulla guerra di liberazione, ANCFARGL,
           Esidesign, Roma, s.d., pagina 12 e ss.

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