Page 63 - Le Arti Marziali nel mondo Militare
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WuShu
Wushu è la parola cinese per “arte marziale”, composta da wu (militare, ma anche
marziale, valoroso, fiero) e shu (arte, perizia, abilità, tecnica). Compare per la
prima volta nell’opera Zhao Ming Taizi Wenxuan (“Raccolta di scritti dell’illustre
erede legittimo”) scritta alla corte di Nanjing da Xiao Tong (501-531 d.C.), figlio
dell’imperatore Liang Wu Di. L’espressione conoscerà la sua fortuna solamente
secoli più tardi, in seguito alla costituzione della Repubblica cinese (1911), quando
il Partito nazionalista del Kuomintang fonda la Scuola Centrale di Nanjing (1926),
che reinterpreta le arti marziali tradizionali definendole Zhongguo Wushu, abbreviato
in Guoshu (“Arte Nazionale”). Antica tradizione per i cinesi, la pratica del Wushu
arriva in Italia solamente alla metà degli anni Settanta grazie al cinema di Hong
Kong e Bruce Lee, divenendo meglio nota nella sua traslitterazione inglese Kung
Fu (letteralmente “abilità acquisita con la fatica”, ma per un cinese potrebbe
significare più semplicemente “tempo da impiegare in qualche attività”).

