Page 93 - Missione in Siberia - I soldati italiani in Russia 1915-1920
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Il generale roMeI longhena e l’IncIdente dI archangelsK
el corso della primavera del 1918 l’Italia era obbiettivamente in una
situazione delicata nei confronti del governo bolscevico, del quale
N diffidava ma col quale aveva molte questioni in sospeso, compresa
quella degli irredenti. La stessa ripartizione delle rappresentanze italiane deno-
tava una certa indecisione: a Mosca risiedevano il generale Romei Longhena,
ufficiale di collegamento con le autorità militari russe, e il console Maioni; a
Pietrogrado, di lì a poco ribattezzata Leningrado, e poi a Vologda era invece
l’ambasciatore Tommasi della Torretta, teoricamente incaricato dei rapporti col
governo russo ma che, essendo quest’ultimo a Mosca, vi comunicava attraverso
il console Maioni inviandogli istruzioni via telegrafo.
Dopo la rivoluzione bolscevica, che precedette di pochi giorni la nomina
ad ambasciatore di della Torretta, ed il trasloco a Mosca della capitale russa,
la funzione di rappresentante italiano presso il nuovo governo era stata tenuta,
de facto, dal generale Romei. Questi, come si è detto, aveva deprecato sia la
scelta degli ambasciatori alleati di trasferirsi a Vologda che quella italiana di
nominare un “ministro incaricato”, Tommasi della Torretta appunto, e non un
ambasciatore titolare.
Questi precedenti avevano messo in urto il generale con l’ambasciatore, il
quale, come spesso i diplomatici, mal sopportava le incursioni dei militari nel
proprio ambito.
Il 12 maggio 1918 l’ambasciatore inviò una comunicazione alla Presidenza
del Consiglio, lamentando l’azione invadente e dannosa del generale Romei a
Mosca, unitamente a quella del francese Sadoul, dello statunitense Raymond
Robins e del britannico Lockhart. Per il diplomatico italiano l’idea di nominare
un rappresentante diplomatico a Mosca, propugnata da Romei, era del tutto
errata, come ogni accordo con i bolscevichi:
“Non bisogna fare nulla che ci leghi con un governo che perde ogni gior-
no terreno, che si regge solo per la debolezza degli altri partiti e che, po-
tendo essere rovesciato da un momento all’altro, trascinerebbe nella sua
caduta il prestigio degli Alleati e li rovinerebbe ancora maggiormente” .
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168 Telegramma del ministro Torretta al Presidente del Consiglio del 1251918. AUSSME, E11, B.
102, fasc. 2.

