Page 94 - Missione in Siberia - I soldati italiani in Russia 1915-1920
P. 94
92 Missione in siberia
Come analista, un disastro.
Il 10 giugno il Presidente del Consiglio italiano Orlando comunicava al
Capo di Stato Maggiore dell’Esercito Diaz il parere sfavorevole del Ministero
degli Esteri ad ogni collaborazione con i bolscevichi, ponendo di fatto fine alla
diplomazia parallela di Romei. L’ambasciatore Torretta aveva infine imposto la
propria linea .
169
Per altro la posizione del generale Romei era decisamente meno filo-bolsce-
vica di quanto l’ambasciatore pensasse. Nel mese di maggio essa si era fatta
anzi sempre propensa ad una azione dura nei confronti dei leninisti, finendo
per imboccare decisamente questa opzione in seguito ad un colloqui avuto con
Cicerin il 24 maggio 1918, alla immediata vigilia del conflitto ceco-bolscevi-
co . Il ministro russo, richiesto da parte del generale di fornire le ragioni per
170
cui non si era ancora formalizzato l’accordo per la cooperazione militare russo-
alleata, aveva infatti risposto:
“Se noi chiediamo intervento alleato, Germania ci dichiara guerra, il che
per noi vuol dire catastrofe finale. Se invece Germania ci attaccasse per
schiacciarci, allora saremmo spinti naturalmente verso alleati. Ma se que-
sto non avviene, noi non potremmo accettare intervento che vorrebbe dire
ripresa guerra”.
In altre parole Lenin aveva rimandato ogni decisione in attesa degli eventi.
Romei, sfiduciato, suggeriva se non fosse il caso di
“imporre con una sollecita attuazione quanto il Governo russo non vuole
accettare con la persuasione. Perché ancora una volta bisogna convincerci
che la Russia è sorda ad ogni argomento che non sia quello della forza o
della minaccia immediata” .
171
La crisi era quindi nell’aria e a farla deflagrare provvide l’incidente di
Archangelsk o Archangelsk del 2 luglio 1918, per comprendere il quale occorre
fare un breve passo indietro.
In seguito alla pace di Brest-Litovsk e alla fine delle ostilità sul fronte ga-
liziano, gli austriaci avevano trasferito alcune decine di migliaia di prigionieri
di guerra, fra cui molti italiani, per impiegarli nei lavori di ripristino neces-
169 AUSSME, E-11, B. 102, fasc. 2, Telegr. del 10-6-1918.
170 Telegrammi del generale Romei al Comando Supremo del 45 e 295 1918. AUSSME, E11, B.
102, fasc. 4.
171 Telegrammi del generale Romei al Comando Supremo del 255 1918. AUSSME, E11, B. 99,
fasc. 4.
capitolo quarto

