Page 117 - Missioni militari italiane all'estero in tempo di pace (1861-1939)
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LA  CRISI  DI  CRETA
                       IL  RUOLO  DELLA  MARINA  ITALIANA


                                                                    PAOLO  ALBERINI




              La  crisi  di  Creta  di  cui  dobbiamo  trattare  si  svolge  poco  più  di  un  secolo
          fa.  Infatti nel mese di  maggio dell'anno  1896 insorsero a  La  Canea gravi scontri
          tra una maggioranza cristiana fuor di dubbio oppressa e una minoranza musulmana
          che  esercitava  il  proprio potere con  abusi  e  prepotenze(l).
              Con i cruenti  fatti  di  Creta tornava alla  ribalta  la  questione d'Oriente,  da
          pochi  anni  sopita,  ovvero  da  quando  nel  1894··1895,  a  seguito  delle  "stragi
          degli armeni" perpetrate dai turchi a Costantinopoli ed in varie località dell'Impero,
          le  grandi  potenze, sollecitate da  un'opinione  pubblica  indignata, si  allertarono
          e  parve  volessero  condurre  un'azione  militare  contro  la  Sublime  Porta.  Lord
          Salisbll/'Y,  primo Ministro britannico, dispose il  concentramento di una potente
          squadra  navale  a  Lemno,  presso  i  Dardanelli,  con  la  minaccia  di  occuparli  o
          impedirne  la  paventata  occupazione  da  parte  della  Russia.  Quest'ultima,  che
          per secoli  era  stata  in  conflitto  con  l'Impero  ottomano,  rifiutò  il  progetto  di
          intervento  delle  flotte  europee  a  Costantinopoli.  La  Francia  si  schierò  su
          questa posizione e condannò l'intraprendenza britannica. La  Germania, sempre
          in  cerca di  ottenere concessioni  in  Asia  minore,  evitava  di  prendere  posizione
          contro  la  Tl1l'chia,  mentre  l'Austria~Ungheria, alleata  della  Germania,  volgeva
          la propria attenzione piuttosto ai  movimenti nazionalisti nei  Balcani. Solo l'Italia,
          pur  nella  Triplice,  seguì  l'iniziativa  britannica  e  Crispi  dispose  l'invio  in
          Levante di  una divisione navale  (due corazzate, Re Umberto e Doria, due arieti
          torpediniere, Strom!Jo!i ed Etruria, e  un incrociatore, il  Partel1ope)  al  comando
          dell' aml1l i raglio Accinni, con l' ordi ne d i conformarsi alle istruzioni dell' ammiraglio
          Seymour,  comandante  in  capo  della  squadra  navale  inglese  del  Mediterraneo.
          Cosa che  l'ammiraglio Accinni  fece,  creando  peraltro qualche  sorpresa e  forse
          imbarazzo  agli  inglesi  (2).
              Non era questa la  prima volta che unità della Regia Marina erano presenti
          in  Levante.  Sin  dall'unificazione  il  governo  del  Regno,  alla  ricerca
          dell'affermazione  di  un  proprio  ruolo  di  rilievo  nell'arca,  individuò  infatti
          l'utilità  di  un  aumento  dell'influenza  italiana  sui  mari  orientali,  da  attuarsi
          con  la  politica  del  "mostrar bandiera".
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