Page 118 - Missioni militari italiane all'estero in tempo di pace (1861-1939)
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                 Già nel  1863 una divisione navale, al  comando dell'ammiraglio Vacca, visitò
             i  porti  del  Levante,  dove  gli  interessi  mercantili  erano  in  costante  aumento  e
             l'anno seguente  fu  inviata  una  flottiglia  di  unità  sottili  a  Corfù  e  la  pirofregata
            Italia  al  Pireo. Nel 1865 fu  l'intera flotta  in  armamento, sempre al  comando del
            Vacca,  ad  effettuare  una  crociera,  toccando  Corfù,  il  Pireo,  Pau·asso,  Malta.  In
             quegli  anni  fu  stabilita  una  stazione  navale  a  Costantinopoli,  centro  di  elevato
             interesse strategico e commerciale, dove viveva una numerosa e prospera colonia
            italiana,  e  poco  più  tardi  anche  a  Smirne,  altra  località  importante  e  strategica,
             mentre veniva  ravvisata  la  necessità di  uno stazionario persino  in  mal"  Nero, alle
            foci  del  Danubio, progetto che tuttavia  non ebbe seguito(3).




                 Creta, l'isola più grande dell'Egeo, faceva  parte dell'Impero ottomano da
             pii:\  di  due  secoli,  da  quando  cioè,  ncl1648, i turchi  assediarono  prima Suda
             e  poi  la  città  di  Candia,  difesa  dal  valoroso  Francesco  Morosini,  che  seppe
             resistere  ben  21  anni  a  quel  formidabile  ed  agguerrito  nemico.  L'isola  cadeva
             quindi nel 1669 in mano dei turchi, dopo una dominazione veneziana protrattasi
             oltre 400 anni, durante i quali, seppur aveva vissuto periodi di grande splendore,
             aveva  tuttavia  subito  non  poche  umiliazioni.  Ai  suoi  abitanti  infatti  non  fu
             concessa dal governo della Serenissima alcuna forma di  organizzazione sociale
             né di  avere un proprio capo o rappresentante; le proprietà passarono ai  cittadini
             veneziani,  nobili  e  borghesi,  che  si  impegnarono  a  dimorarvi,  a  servire  la
             Repubblica e a  rispondere ai  richiami  di  guerra. Anche  il  sentimento religioso
             del  popolo  fu  colpito  duramente  con  l'imposizione  dello  scioglimento  della
             gerarchia ecclesiastica.
                 Creta, che i veneziani denominavano anche Candia, divenne il  possedimento
             più  importante dell'Egeo,  fu  fortificata e conobbe un  notevole sviluppo grazie
             alle  attività  commerciali.  I  cretesi  ricevevano  una  parte  dei  benefici  derivanti
             dal  commercio e dall'agricoltura, ma  essi  mal  sopportavano il  dominio veneziano
            ed anelavano  ad  una  maggiore  libertà,  al  punto che  accettarono  di  assoggettarsi
             ai turchi, loro principali e storici nemici, speranzosi di  ricevere maggior autonomia
             e qualche vantaggio.
                 Il  Sultano  riconosceva  ai  sudditi  dell'Impero - soprattutto  nelle  isole  - un
             libero  governo  municipale,  imponeva  tasse  moderate  e  temporanee,  che  tuttavia
             tendevano a  divenire  definitive,  ed  accettava  anche  una certa  libertà  religiosa.  Ma
             tale  libertà  religiosa  implicava  la  suddivisione  dei  sudditi  della  Porta  in  due  classi
             ben definite, i musulmani e i seguaci di  altre religioni, considerati in ogni caso classe
             inferiore.  Tale  divisione  fu  spesso  causa  di  aspri  dissidi  che  talvolta  sfociavano  in
             scontri,  rivolte,  massacri e anche in  vere e proprie guerre civili.
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