Page 122 - Missioni militari italiane all'estero in tempo di pace (1861-1939)
P. 122
LA CRISI DI CRETA - IL RUOLO DEl.l.A MARINA ITALIANA 113
Le grandi potenze, al verificarsi di ogni crisi a Creta, a partire dalla seconda
metà del secolo XIX si mobilitavano, spinte al mantenimento di una situazione
che, anche se di compromesso, assicurava la conservazione dello status quo
ed evitava che la Turchia, divenuta il "grande malato" d'Europa crollasse e
intere regioni corressero il rischio di cadere nell'orbita austriaca o russa. Le
flotte muovevano pertanto verso i porti del Levante a sostegno delle posizioni
dei rispettivi governi.
La scintilla della nuova rivolta cretese scoccò il 21 maggIO 1896 a La
Canea, quando in uno scontro tra cristiani e lIIustdmani, furono uccise le
guardie armate dei consolati di Grecia e Russia (7). I consoli informarono i rispettivi
governi e richiesero l'immediato invio di navi da guerra. Gran Bretagna, Francia
e Russia inviarono prontamente proprie forze navali nelle acque di Creta e
anche l'Italia inviò a La Canea l'ariete torpediniere Piemonte, il cui comandante,
appena giunto, riuniva la colonia italiana l'assicurandola circa la protezione. In
seguito giunsero gli arieti torpediniere Vesuvio, Liguria, Etna, che coordi-
nandosi con le unità delle altre marine, inviavano le \ance armate in perlustrazione
nelle acque del porto e sbarcavano le compagnie da sbarco(8) a difesa dei consolati
e dei propri connazionali. I marinai, interponendosi fra i contendenti, dovevano
contribuire a riportare una relativa calma.
Ma quale era la posizione delle grandi potenze nei confronti del l'i acutizzarsi
della questione d'Oriente?
La Russia, storica protettrice dei popoli slavi e ortodossi, e rivale della
Turchia per la questione degli Stretti, assunse un atteggiamento di prudenza
e cautela e si espresse a favore dell'integrità del territorio dell'Impero ottomano.
La Germania, conservatrice, era schierata, insieme all'alleata Austria-Ungheria,
a favore della Turchia. La Gran Bretagna favoriva invece gli insorti e la causa
dei nazionalisti ellenici, mentre la Francia, liberale e repubblicana, doveva tener
conto della propria opinione pubblica che non avrebbe tollerato l'uso della
forza a favore della Turchia. La Grecia si rivolgeva sia alla Turchia sia all'Europa
per il ripristino del patto di Halepa, in difesa dei diritti dei cretesi.
L'Italia si trovava in una posizione complicata poiché doveva tener conto
da un lato delle sue simpatie elleniche e dei principi animatori del proprio
Risorgimento, dall'altro dell'atteggiamento intransigente delle potenze continentali,
sue alleate nella Triplice. Ma vi era un altro fattore da considerare. Cimportanza
strategico-militare di Creta, nell'ipotesi di una occupazione italiana in Cirenaica
e in Tripolitania. Distante meno di 160 miglia dalle coste libiche, l'isola era

