Page 267 - Missioni militari italiane all'estero in tempo di pace (1861-1939)
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GLI  INTERVENTI  NEL  LONTANO  ORIENTE  - MURMANIA  E  MANCIURIA  (1918-1919)   257


        (BolI.  Uff.  St.  n.  1, op.  cit.,  p.  364). Alcune  testimonianze individuali,  rilasciate dietro richie-
        sta  del  Comando  del  Corpo  di  S.M.  - Ufficio  Storico  (prot.  1630 dell'8.5.1933),  indicano
        cifre discordanti,  13 secondo il  capitano Degli Albizzi e 9-10 secondo il  capitano Bertelli, che
        specificava anche  grado  e  qualifica  dei  due  ufficiali,  un  capitano  medico  batteriologo ed  un
        tenente  di  fanteria  (A. U.S.S.M.E.,  F  3-144/5,  relazioni  datate  rispettivamente  Montreal
        27.6.1933 e Modena 29.6.1933). Secondo altre fonti  il  totale  delle  perdite ammonterebbe a
        22, delle quali  3  in combattimento - una in  forma diretta, due a seguito delle ferite  riportate
        (S.  Pelagalli, Italiani in Murmania, in "Storia Militare", n.  85, ottobre 2000).
             (14)  A.U.S.S.M.E.,  F  3-144/9,  promemoria dattiloscritto  senza  alcuna  indicazione  di
        riferimento.
             (15)  Il  positivo atteggiamento disciplinare,  in  contrapposizione a quello  dei soldati inglesi
        e francesi  (tra  i quali  si  sarebbero verificati  all'inizio  del  1919 episodi  di  ammutinamento),  era
        confermato dallo stesso comandante, tenente colonnello Sifola, in una lettera diretta al colonnel-
        lo  Gloria il  9.2.1919 (A.U.S.S.M.E.  E 8-90/14). Sembra peraltro che già nel  maggio  dello stesso
        anno il Ministero della Guerra fosse giunto nella determinazione di ritirare il contingente a causa
        del crescente malcontento delle tl'llppe, e di sostituirle eventualmente con reparti costituiti intera-
        mente da volontari (A.  Biagini, L.  Nuti, op.  cit., p. 513). A questo proposito, pochi giorni prima
        dell'inizio del  presente Convegno, sul n.  85/2000 di  "Storia Militare", è stato pubblicato un det-
        tagliato articolo di  Sergio Pelagalli, Italiani in Murmania,  nel quale l'autore riferisce di gravi epi-
        sodi di indisciplina avvenuti  nel  luglio  1919 durante lo svolgimento del ciclo operativo. Si verifi-
        carono l'ammutinamento di un'intera compagnia, con abbandono delle armi e rifiuto di  muovere
        contro  il nemico,  ed  una  dimostrazione  ostile  nei  confronti  del  comandante  del  contingente,
        eventi per i quali il tribunale di guerra emanò a carico di alcuni graduati ed uomini di tl'llppa con-
        danne non cel'to severe e fruenti, ad eccezione di  una, del  beneficio della condizionale. Nell'arti-
        colo viene messo in evidenza come di  tali episodi, così come di una relazione del generale Caval-
        lero che li attribuiva all'insofferenza della truppa per la prolungata mancanza di notizie dall'Italia
        ed alle carenze logistiche, non si trovi riscontro nelle pubblicazioni ufficiali dell'U.S.S.M.E.
             (16)  Circa un dozzina di  ufficiali furono  insigniti di  onorificenze inglesi e russe, quali la
        Military  Cross  e  la  Croce  di  San  Stanislao  (A.U.S.S.M.E.,  F 3-144/5,  relazione  del  capitano
        Bertelli di cui alla nota 13.
             (17)  P.  Maravigna, Gli italia1li nell'Oriente Balcanico,  in Russia ed in Palestina 1915- 1919,
        Roma, Stabilimento Tipografico per l'Amministl'azione della Guerra, 1923, p.  119-120.
             (18)  In  realtà, la dizione Manciuria non risulta pertinente sotto l'aspetto geo-topografi-
        co,  e  probabilmente  l'inesattezza  deriva  dall'essere  stata  impropriamente  impiegata  sin
        dall'inizio tenendo conto della sola località di  arrivo del  Corpo di Spedizione, un porto cinese
        prossimo alla regione mancese.
             (19)  A.U.S.S.M.E.,  E  11-121/15,  promemoria senza  protocollo  del  17.7.1918, da  C.S.
        Uff.  OPR a 10 aiutante di  Campo del re, senza indicazione di firma.
             (20)  La  truppa era quasi  tutta siciliana  e  sarda.  Cfr.:  I soldati siciliani dal/'Hritrea  alla
        Siberia  nel  1918-1920  del  maggiore  Antonino  Puleo,  in  "Le  Forze  Armate"  del  7.3.1930,  e
        Memorie Parallele.  Soldati siciliani in  Estremo  Oriente  1918-1919, di  Antonino  Di  Sclafani e
        Giuseppe Orobello, Palermo, Gelka, 1998.
             (21)  Il  governo italiano, già  dall'1.8.1916, aveva inviato in  Russia una Missione militare
        con il compito di  provvedere, dopo gli  opportuni accertamenti politici e sanitari alla  radunata
        ed al rimpatrio di  questi prigionieri irredenti. Per le loro vicende, cfr.:  Ministero della Guerra,
        Comando  del  Corpo di  Stato  Maggiore  - Ufficio  Storico,  L'Esercito  italiano  nella  Grande
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