Page 268 - Missioni militari italiane all'estero in tempo di pace (1861-1939)
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Guerra, (1915-1918), voI. VII (Le operazioni fuori del territorio nazionale), tomo 1° (II
Corpo di Spedizione italiano in Estremo Oriente), Roma, 1934, cap. III, p. 33-36; A. Biagini,
La Missione Militare ialialla iII Russia ed il rimpatrio dei prigionieri di guerra, in "Memorie
Storico-Militari 1979", Roma, U.S.S.M.E., p. 295-315; A. Biagini, In Russia fra guerra e rivo-
luzione. La Missione Militare italiana 1915-1918, Roma, U.S.S.M.E., 1983; A. Biagini, L.
Nuti, op. cit., p. 512-514.
(22) La dipendenza della seconda dalla prima sarebbe stata unicamente disciplinare,
poiché essa emanava dal Commissariato Generale per l'Emigrazione e quindi dal Ministero
degli Esteri, mentre la Missione militare dipendeva dal Ministero della Guerra (A.U.S.S.M.E.,
F 3-270/6, promemoria senza alcuna indicazione di riferimento).
(23) Il numero degli ex-prigionieri di guerra irredenti recuperati sarebbe ulteriormente
aumentato nel corso del 1919, ma questi non sarebbero stati inquadrati nel corpo di spedizione
italiano ma avrebbero costituito un'unità a parte, denominata "Legione Redenta", posta alle
dipendenze del maggiore Manera (cfr. L'Esercito italiallo nel/a Grande Guerra, op. cit., voI. VII,
todlO l°, p. 37-39).
(24) L'allegato 15, inserito alle p. 222-223 del voI. VII, tomo lOde L'Esercito italiano
nella Grande Guerra, 0/). cit., riporta la tabella di formazione organica del Corpo di Spedizione
italiano in Estremo Oriente, completa dei nominativi dei comandanti di reparto. Cfr. anche
Ministero Guerra, Stato Maggiore R.E. - Ufficio Storico, Le Grandi Unità nella guerra italo-
austriaca 1915-1918 (a cma di Enrico Pizzi), voI. I, p. 296, Roma, Pinnarò, 1926.
(25) La relativa tabella organica è riportata nell'allegato 16 alle p. 224-225 dci primo
volume di cui alla nota precedente.
(26) A.U.S.S.M.E., F 3-271, relazione senza indicazioni di riferimento. Nello stesso docu-
mento, si precisa come la partecipazione militare francese si ridusse all'invio di un battaglione
ed al comandante delle truppe interalleate, generale Janin, capo della Missione militare francese
in Siberia. L'Inghilterra vi destinò, in un primo tempo, una batteria da marina su llll solo pezzo
e poi, nella primavera dci 1919, un reggimento canadese oltre a 15 O ufficiali dei Dominions per
l'inquadramento di una brigata composta di reclute siberia ne; il generale britannico Knox fu
incaricato dell'organizzazione delle retrovie. Gli Stati Uniti non inviarono truppe sul fronte si be-
riano, ma le trattennero a Vladivostok e fornirono, con parte di esse, piccoli presidi sulla fron-
tiera russo-mancese. L'intervento giapponese non oltrepassò il lago Baikal.
(27) I cappotti con pelliccia ed i gambali in feltro furono acquistati durante la sosta a
Tien-Tsin, mentre altri capi sarebbero stati fatti confezionare a Krasnojarsk (A.U.S.S.M.E.,
F3-271, relazione senza alcuna indicazione di riferimento).
(28) Interessanti notizie di dettaglio sulle caratteristiche ambientali e sulle condizioni di
vita dei nostri militari sono reperibili sotto forma di testimonianze individuali prodotte dallo
stesso comandante del corpo di spedizione e da alcuni ufficiali (A.U.S.S.M.E., F 3-144/8).
(29) A.U.S.M.E., E 11-121/13, tele n. 33454 del 19.11.1918, da C.S. - Uff. OPR a gene-
rale Guglielmotti, Washington, f.to generale Badoglio.
(30) Le Gralldi Ullità nella guerra ilalo-austriaca 1915-1918, op. cit., p. 353-354, e
P. Maravigna, op. cit., p. 123-125.
(31) A.U.S.S.M.E., E 11-124/6, protocollo 8393 del 12.6.1919, da Ministero Guerra-
Divisione di Stato Maggiore - Sezione 3" a generale Badoglio sotto capo di S.M. Esercito e
p.c. a Presidente Consiglio Ministri, Ministro Affari Esteri e capo di S.M. Esercito, f.to il
Ministro Caviglia.

