Page 262 - Missioni militari italiane all'estero in tempo di pace (1861-1939)
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GLI INTERVENTI NEL LONTANO ORIENTE - MURMANIA E MANCIURI!\ (1918-1919) 253
9.136 miglia, nel porto cinese di Chin-Kwan-Tao. Il 2 settembre il corpo di
spedizione si trasferì a Tien-Tsin, dove fu ulteriormente integrato a titolo
volontario da 833 uomini di truppa, inquadrati da lO ufficiali subalterni, tutti
irredenti italiani (trentini e giuliano-dalmati) che avevano fatto parte
dell'esercito austroungarico e, inviati a combattere sul fronte nord-est non
risultando ovviamente affidabili per un impiego su quello sud-ovest, avevano
disertato od erano stati fatti prigionieri dai Russi e raggruppati in alcuni
campi di concentramento(21).
I predetti facevano parte di una massa di circa 2.000 prigionieri di guerra
austriaci di lingua italiana, che una volta recuperati in territorio russo erano
stati scortati, tra il dicembre 1917 ed il febbraio 1918, fino alla Legazione ita-
1iana di Tien-Tsin da una Missione Irredenti guidata dal maggiore dei carabi-
nieri Cosma Manera in vista del rientro in Italia. Nel giugno 1918 il nostro
governo aveva deciso di accettare la proposta del Manera di utilizzare sul
posto questo contingente insieme ad una Missione militare da inviarsi proprio
allo scopo di perfezionarne l'addestramento, attuato inizialmente impiegando
i fucili forniti dal Distaccamento della Regia Marina preposto alla difesa della
Legazione ed altri 200 concessi dall'analoga struttura della Marina francese.
La Missione militare, istituita il 2 settembre 1918 a Vladivostok ove fu stan-
ziata anche la Missione Irredenti (22), si sarebbe identificata con il corpo di
spedizione del colonnello Fassini Camossi, del quale gli irredenti avevano per-
tanto rappresentato la matrice primaria (23).
La configurazione organica assunta dal contingente italiano fu quella
di un vero e proprio gruppo tattico composto da un comando, da un batta-
glione di fanteria su 4 compagnie fucilieri, da un reparto mitragliatrici
pesanti su 2 sezioni (4 armi), da una sezione di artiglieria da montagna da
65/17 (2 cannoni), da un reparto salmerie e da una sezione Carabinieri
Reali (24). Ma nella seconda metà cii settembre fu disposta una nuova confi-
gurazione in base alla quale gli effettivi di fanteria vennero ripartiti in due
battaglioni su due compagnie ciascuno(25); tali reparti furono denominati
"Battaglioni Neri" e vennero loro assegnate mostrine clello stesso colore,
onde perpetuare anche oltremare lo spirito aggressivo e le tradizioni degli
Arditi dei Reparti d'Assalto.
Nell'inverno 1918-1919 altri elementi sarebbero giunti a Krasnojarsk
dall'Italia, e precisamente un plotone telegrafisti fornito dal Deposito del ]O
Rgt. Genio, con materiali per l'impianto di stazioni ottiche, telegrafiche e
telefoniche, ed un nucleo di ufficiali per completare l'inquadramento degli irre-
denti. In totale, il contingente italiano che operò nell'Estremo Oriente avrebbe
compreso alla fine 50 ufficiali c 1.500 uomini di truppa(26).

