Page 257 - Missioni militari italiane all'estero in tempo di pace (1861-1939)
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248 LUIGI EMILIO LONGO
truppe e di materiali di una certa importanza non erano effettuabili che lungo
la ferrovia del Murman, munita di un sufficiente numero di binari per permet-
tere la manovra di più treni (12).
Comunque, malgrado le temperature molto basse (a Kola, nel febbraio
1919, si sarebbero raggiunti i -40°) e la mancata effettuazione di una rigorosa
selezione, connessa alla necessità di inviare reparti organici ed all'affrettata par-
tenza, il contigente italiano non ebbe a soffrirne in maniera eccessiva. Nonostan-
te nella regione infierissero la "spagnola", lo scorbuto, il vaiolo, la dissenteria e la
scarlattina, non si ebbe a segnalare alcun caso di malattie infettive, né si lamenta-
rono congelamenti od assideramenti, e ciò grazie alle severe misure profilattiche
adottate dal Comando e dal dirigente del servizio sanitario.
In ottobre, l'evoluzione degli eventi bellici in Europa modificò completa-
mente la situazione. La Germania, rinunciando a tutti i suoi piani in Finlandia,
accelerò il ritiro delle proprie truppe che aveva iniziato dalla fine di agosto,
cosicché il corpo di spedizione interalleato poteva ritenere quasi scomparsa la
minaccia da parte tedesca e, presumibilmente, anche da parte dell'esercito
regolare finlandese. Ma l'incerta situazione determinatasi in Russia con la lotta
fra il governo dei soviet ed i vari governi locali e l'atteggiamento decisamente
ostile assunto dal primo nei confronti dell'Intesa dopo lo sbarco a Murmansk
ed ad Arcangelo, mantenne, sebbene in minore misura, la possibilità di attacchi
al corpo di spedizione da parte delle forze bolsceviche del regime di Mosca e
degli altri governi locali simpatizzanti con esso. Pertanto, al concetto iniziale
del ripiegamento dei presidi interni, il Comando del Corpo di Spedizione sosti-
tuì quello della resistenza in tutti i posti occupati, che vennero perciò abbon-
dantemente riforniti di viveri e munizioni per far fronte alle eventuali scorrerie
di bande irregolari finlandesi e dei gruppi massimalisti che cominciavano ad
essere segnalati nei paraggi dell'Olonetz.
Inoltre il Comando inglese accelerò la costituzione di colonne mobili
destinate ad eseguire puntate in direzione delle probabili provenienze nemiche
ed opportunamente dislocate in corrispondenza delle rispettive zone d'azione.
Tali colonne, progettate nel settembre all'arrivo dei rinforzi dall'Inghilterra,
furono effettivamente pronte per la fine di novembre e risultarono composte di
elementi particolarmente scelti ed addestrati nell'uso degli sci, equipaggiate in
modo speciale e specificamente allenate attraverso istruzioni intensive. Il mate-
riale al seguito (viveri, munizioni, effetti vari, etc.) era trasportato con slitte
trainate da cani, da renne e da cavalli poney di razza russa.
La colonna italiana, forte di 225 uomini e denominata "Savoia", era costi-
tuita dalla 9 a compagnia del IV Btg., da una sezione della 389 a compagnia m.p.,
da una sezione di cannoncini da 45 di dotazione inglese e da 25 sciatori; 4
pistole-mitragliatrici completavano la dotazione d'armamento.

