Page 260 - Missioni militari italiane all'estero in tempo di pace (1861-1939)
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GLI  INTERVENTI  NEL  LONTANO  ORIENTE  - MlJRMANIA  E  MANCllJRIA  (1918-1919)   251

          volontari,  mentre  gli  americani  abbandonarono  Arcangelo.  Il  governo  italiano
          dispose,  in  seguito  alle  direttive  di  politica  estera  decise  dal  Parlamento  nei
          confronti della Russia, di  richiamare in Patria il  nostro contingente.
               Concentrate a Murmansk tra  il  4 e  1'8  agosto  ed imbarcate  il  9 sullo stesso
           piroscafo Czar che le  aveva  trasportate in  Russia,  le  truppe italiane giungevano il
           17 dello  stesso  mese  a  Le  Havre dove  venivano  passate  in  rassegna  dal  generale
           Cavallero,  capo  della  Sezione  Militare  della  Delegazione  Italiana  per  la  Pace  a
           Versailles.  Il  27 agosto  il  contingente rientrava a Oulx,  dove  il  29 avevano inizio
           le  operazioni  di  congedamento,  invio  in  licenza e versamento  materiali, ed il  12
           settembre veniva definitivamente sciolto(l4).
               Il  bilancio della partecipazione italiana, a parte l'esiguità delle forze  impie-
           gate e la  ridotta rilevanza militare  delle  operazioni,  può considerarsi soddisfa-
           cente  laddove  si  tenga  conto  del  comportamento  tenuto  dalle  truppe,  che
           destò  l'ammirato  interesse  del  Comando  interalleato  e  degli  altri  reparti stra-
           nieri  per  la  disciplina(15),  per  la  resistenza  alla  fatica  cd  ai  disagi  del  clima  e
           per  il  contegno  nei  riguardi  delle  popolazioni (16).  I  nostri  militari  seppero
           infatti accattivarsi ben presto la  simpatia degli  abitanti  locali, e ciò  nonostante
           i  sentimenti  ostili  che  questi,  nella  grande  maggioranza,  nutrivano  verso  le
           truppe alleate rappresentate, dall'attiva propaganda degli emissari del governo
           moscovita,  quali  strumenti  di  reazione  tendenti  a  soffocare  gli  aneliti  rivolu-
           zionari delle masse (17).


           Manciuria
           La partecipazione italiana

               Contemporaneamente a quello diretto in  Munnania era stato costituito un
           altro  corpo  di  spedizione  italiano,  destinato  ad  operare  in  Manciuria  per  con-
           correre  al  controllo  interalleato  della  ferrovia  transiberiana,  in  appoggio  alle
           formazioni  russe "bianche" impegnate contro quelle bolsceviche.
               La  Manciuria - territorio  del  nord-est asiatico  di  oltre  800.000  kmq.  che,
           già  indipendente  all'inizio  del  XVII  secolo,  aveva  subito  la  penetrazione  russa
           nella  seconda  metà  del  XIX  poi  sostituita  da  quella giapponese  dopo  la  guerra
           del  1904-1905  fra  queste due nazioni - era attraversata da  una linea  ferroviaria
           a settentrione, proveniente dalla Siberia, che attraverso Harbin raggiungeva Vla-
           divostok;  da Harbin una diramazione scendeva sino alla  penisola del  Liao Tung,
           dopo aver  formato  da  Mukden  altre  due  tratte,  una verso  la  Cina,  a Tien-Tsin,
           l'altra verso la  Corea, fino al  porto di  Fusan(18).
               Nel  giugno  1918  le  truppe  cecoslovacche,  che  avevano  combattuto  nelle
           file  russe  contro  gli  Imperi  centrali  e  che  dopo  il  trattato  di  Brest-Litowsk  si
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