Page 261 - Missioni militari italiane all'estero in tempo di pace (1861-1939)
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252 LUIGI EMILIO LONG O
erano dirette dall'Ucraina verso gli Urali con l'intento di aprirsi la strada su
Vladivostok per rientrare nei ranghi dell'Intesa, avevano occupato la Transibe-
riana da Samara a Krasnojarsk, ed un distaccamento di esse operava nella
regione del Baikal con il colonnello Semenoff, attivo organizzatore della con-
trorivoluzione in Siberia. Vivaci combattimenti erano stati impegnati con le
forze massimaliste, con risultati favorevoli ai cecoslovacchi. Queste valide
truppe costituivano il nucleo pitl importante ed omogeneo dell'azione antibol-
scevica, e l'opera che andavano svolgendo esercitava una sensibile ripercussio-
ne sul movimento contro il governo di Mosca, sia in Russia, sia in Siberia e
soprattutto in quest'ultima regione, dove si era costituito un forte governo
provvisorio con sede ad Omsk.
Il 3 agosto sbarcò a Vladivostok il contingente britannico, il 10 quello fran-
cese, il 12 la 7 a divisione giapponese raggiunta dopo qualche settimana da altre
due divisioni, il 17 il contingente americano; il giorno successivo il generale giap-
ponese Kikuzo Otani assumeva il comando di tutte le forze alleate. Il piano del
generale nipponico consisteva in una rapida manovra centrale tendente a rigetta-
re le forze nemiche da una parte verso nord, tra Vladivostok e Blagovieseht-
schensk, e dall'altra verso ovest in direzione di Charbin.
L'offensiva delle forze giapponesi mutò radicalmente la situazione nell'Estre-
mo Oriente e migliorò sensibilmente le sorti dei distaccamenti russi e cecoslovac-
chi più lontani dalla costa mancese. Verso la fine di settembre, tanto la ferrovia
transiberiana dal lago Baikal a Vladivostok quanto la ferrovia dell'Amur erano in
pieno possesso degli Alleati, e quest'ultima intera regione risultava sgomberata
dalle forze riunite tedesco-massimaliste.
Il corpo di spedizione italiano fu costituito a Napoli nella prima quindici-
na di luglio del 1918, ed il primo scaglione s'imbarcò il 19 sul piroscafo Roma.
Esso era formato dal comandante, tenente colonnello Edoardo Fassini Ca mossi,
da 12 ufficiali (dei quali uno superiore e undici inferiori), 14 sottufficiali, 33
graduati, 15 uomini di truppa (tratti dal Deposito dello Rgt. Bersaglieri in
Napoli), una sezione di artiglieria da montagna fornita dal Deposito del l° Rgt.
(2 ufficiali, 166 soldati più 2 cavalli e 12 muli), la 159" sezione Carabinieri
Reali tratta dalla Legione di Napoli (1 ufficiale più 52 carabinieri) e le aliquote
dei servizi con le saltnerie(19).
Salpato il 20 luglio, dopo alcuni scali a Messina, Malta e Porto Said, il
piroscafo giunse il 31 a Massaua, dove il corpo di spedizione venne rinforzato
da una compagnia dell'85° e del 16° Rgt. Fanteria per un totale di 251 uomi-
ni(20), da due sezioni mitragliatrici (86 uomini) e da un reparto salmerie (66
uomini). Salpata il 2 agosto, la nave arrivò il 16 a Singapore da dove ripartì il
19 giungendo infine il 30, dopo 41 giorni di navigazione ed un percorso di

