Page 255 - Missioni militari italiane all'estero in tempo di pace (1861-1939)
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246 LUIGI EMILIO LONGO
impedire il congelamento dell'acqua nelle armi a raffreddamento (tutte le
miscele si sarebbero ghiacciate alle basse temperature della regione) adottan-
do esclusivamente mitragliatrici del tipo Lewis-Vickers-Sia e Colto
Per quanto concerneva l'equipaggiamento, il comando inglese aveva pre-
visto, oltre alla serie "normale", cioè identica a quella adottata per il servizio
in territorio nazionale con l'aggiunta di zanzariere (durante l'estate la costa
murmanica era fortemente infestata da tali insetti), alcune gradazioni di vestia-
rio corrispondenti al diverso impiego del personale. Le truppe italiane ebbero
invece il consueto equipaggiamento invernale d'alta montagna, salvo l'aliquo-
ta destinata a formare la colonna mobile che prelevò speciali indumenti inglesi
a Murmansk; tutti i militari furono poi dotati di maschere e respiratori per la
difesa contro i gas.
Per il vettovagliamento, infine, all'inizio si distribuì per tutti la normale
razione inglese, ma essa si sarebbe dimostrata insufficiente per il nostro soldato
essendo scarsa di pane ed eccessivamente ricca di grassi e di zuccheri. Si sareb-
be provveduto dapprima ad aumentare considerevolmente la quantità di pane,
giungendo a costruire un apposito forno capace di 2.000 razioni giornaliere, ed
in seguito a far giungere dall'Italia vino, pasta, riso e tabacco, ritornando così
alla normale composizione della razione nazionale, che, con gli opportuni adat-
tamenti ed integrazioni, venne a costituire una "razione speciale" aderente alle
condizioni climatiche locali (7).
Il contingente aveva al seguito l'intera dotazione prevista di carreggio (con
pattini a slitta), finimenti e slitte, ma non i quadrupedi, che sarebbero stati sosti-
tuiti sul posto dalle renne, previe opportune operazioni di adattamento delle bar-
dature date le dimensioni inferiori rispetto a quelle dei muli nostrani(8).
Il nostro corpo di spedizione partì il 16 agosto 1918 da Torino diretto a Le
Havre, da dove il 19 salpò per Southampton; il 25 si imbarcò a New Castle sul
piroscafo Czar e sbarcò a Murmansk il 3 settembre, venendo dislocato fra quella
città e Kola, distanti fra loro una decina di chilometri (9), destinato a guardia dei
depositi ed a compiti di presidio.
Il contingente italiano entrò cosÌ a far parte del corpo di spedizione interal-
leato le cui altre componenti erano:
una divisione di fanteria inglese con una sezione aerea (altri 3.000 soldati
britannici sarebbero giunti alla fine di settembre);
un battaglione di fanteria francese con una compagnia sciatori ed un gruppo
di artiglieria;
un battaglione americano;
un battaglione serbo;

