Page 253 - Missioni militari italiane all'estero in tempo di pace (1861-1939)
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forze in Carelia, con lo scOpO evidente di puntare su Murmansk ed Arcangelo,
mentre altre unità regolari dell'esercito germanico, attestate ad ovest del lago
di Onega, si apprestavano a dirigersi verso la linea ferroviaria per Pietrogrado.
La situazione di incombente pericolo così realizzatasi indusse gli Alleati a
rimuovere le incertezze e gli ostacoli che avevano sino allora impedito il rag-
giungimento di un preciso accordo. Nella seduta del 3 giugno 1918, il Consi-
glio Supremo di Guerra stabilì che gli Alleati dovevano compiere uno sforzo
militare congiunto per mantenere in loro possesso innanzi tutto il porto di
Murmansk e successivamente (o simultaneamente, se possibile) quello di
Arcangelo, da attuarsi mediante l'impiego di un corpo di spedizione composto
da contingenti di truppe americane, inglesi, francesi ed italiane, retto da un
comando unico preposto contemporaneamente alla difesa navale e terrestre dei
porti russi dell'oceano Glaciale, come pure dei punti importanti delle linee fer-
roviarie facenti capo a ciascuno dei porti stessi(2). Quale comandante in capo fu
designato il generale inglese F. Poole.
La partecipazione italiana
Come giustamente rilevato da Biagini e Nuti, l'analisi della partecipazione
italiana al corpo di spedizione interalleato in Russia nella seconda metà del 1918
pone un problema preliminare di carattere storiografico, dal momento che
quell'intervento può essere visto sia come un aspetto del ciclo operativo relativo
alla prima guerra mondiale e sia come una missione a sé stante. L'iniziativa alleata
venne infatti concepita come un'operazione strettamente antitedesca e solo gra-
dualmente, con molte incertezze e per un periodo piuttosto breve, essa si tra-
sformò in un secondo tempo in missione di appoggio alle forze dei russi "bian-
chi" impegnati nella guerra civile. Poiché però fu in questa seconda fase che le
unità italiane vennero utilizzate pitl intensamente, è opportuno analizzarla sepa-
ratamente dalle operazioni della grande guerra (3).
Secondo gli orientamenti alleati e la disponibilità offerta inizialmente dal
nostro governo, l'Italia avrebbe dovuto concorrere con due battaglioni che, in
base agli intendimenti inglesi - l'Inghilterra era stata incaricata di coordinare e
trasportare l'intero corpo di spedizione - avrebbero dovuto essere, in relazione
alle caratteristiche climatiche della zona d'intervento, alpini o quantomeno que-
sti avrebbero dovuto costituire il nerbo di un nucleo istruttori in grado di accom-
pagnare le truppe di altra specialità. Sarebbe stata gradita anche una batteria di
artiglieria da montagna (4).
Il contingente italiano fu costituito il 14 agosto 19-18, con il seguente organico:
a
- IV Btg. del 67° Rgt. Fanteria "Palermo", su 4 compagnie più la 389 compa-
gnia mitragliatrici pesanti;

