Page 283 - Missioni militari italiane all'estero in tempo di pace (1861-1939)
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IL CONTINGENTE ITALIANO IN ALTA SLESIA
(1920-1922)
PIERO CROCIANI
Nel quadro dell'invio di truppe italiane nelle zone della Germania orientale
in cui si sarebbero svolti dei plebisciti si era previsto che, per l'Alta Slesia, fosse
approntato un contingente composto da un reggimento di Fanteria, un gruppo
speciale di Artiglieria, un plotone dei Reali Carabinieri, uno del Genio, uno della
Sussistenza, un ospedaletto da campo ed un drappello automobilistico (circolari
del 18 ottobre e del 5 novembre 1919).
Il Reggimento - il 135° Fanteria - su tre battaglioni di 900 uomini doveva essere
costituito con soldati - se possibile volontari - delle classi 1898, 1899 e 1900 da
trarsi da differenti reggimenti. Una relazione del 7 novembre segnalava le difficoltà
incontrate nella sua organizzazione: molti reparti avevano infatti approfittato
dell'occasione per trasferire al 135° i propri elementi peggiori: malati, soldati già
riformati per difetto di statura, ex disertori, ergastolani amnistiati, cosicché circa 200
ne erano già stati rinviati al reparto d'origine ed altri 400 lo sarebbero stati succes-
sivamente, perché di 2 a o 3 categoria. Al 9 gennaio 1920 la deficienza era di circa
a
700 uomini e venne di conseguenza deciso di contrarre la forza dei battaglioni a 700
uomini. Per rinforzare il contingente una circolare del Ministero della Guerra del 1°
febbraio 1920 disponeva allora la costituzione, presso il deposito del 32° Reggimento
Fanteria - centro di mobilitazione del 135° Reggimento - di un quarto battaglione
dello stesso reggimento, sempre su comando battaglione, reparto zappa tori, tre
compagnie fucilieri ed una mitraglieri, forte di 650 uomini da trarsi dal 32° Fanteria.
Il battaglione si sarebbe effettivamente formato a Nocera, con una certa difficoltà,
scarseggiando gli elementi di truppa adatti. Più facile il reperimento degli ufficiali, da
trarsi dal 30°, 32°, 63° e 64° Fanteria, tutti volontari, come buona parte della truppa.
La base logistica del contingente - così come degli altri contingenti destinati
alla Germania orientale - era a Verona dove 1'8 dicembre era costituito un "posto
di avviamento". Anche se a fine dicembre erano già pronti 50 vagoni per il primo
trasporto, le truppe rimasero in sosta a Verona sino ai primi del febbraio successivo.
Per l'Alta Slesia erano previsti nove convogli, ciascuno dei quali provvisto di cucine
di tipo austriaco e con vagoni per la truppa dotati di panche e di stufa a carbone.
Tra il 15 ed il 18 febbraio 1920 il contingente, tranne il IV battaglione,
raggiungeva l'Alta Slesia, suddividendosi nei "circoli" di Gross Strehlitz, Leobschiitz,
Cosel e Ratibor. La composizione, la forza, l'armamento e l'equipaggiamento del
contingente erano dettagliatamente riportati in una lettera indirizzata il 25 febbraio
dal comandante del 135° - e del contingente - colonnello Salvioni al Comandante
Superiore delle Forze alleate in Alta Slesia(1).

