Page 285 - Missioni militari italiane all'estero in tempo di pace (1861-1939)
P. 285
IL CONTINGENTE ITALIANO IN ALTA SLESIA 275
vocabolario. Per le necessità correnti ci si era avvalsi di un soldato che parlava
bene il tedesco ma, in compenso, conosceva male l'italiano.
Nel frattempo le truppe avevano preso stanza - oltre che nelle cittadine capoluogo
di "circolo", dove tutelavano l'ordine pubblico a mezzo di pattuglioni - anche nelle
località minori, venendo assegnate pure al controllo clelia frontiera.
Sin da allora fermezza e tatto furono indispensabili per assolvere il non facile
compito di sedare i conflitti tra tedeschi e polacchi, resi più acuti dalle tensioni
sociali sfociate in scioperi dei minatori e degli operai dei complessi siderurgici.
L'area affidata al contingente italiano era ampliata. Così, per una decina di
giorni, il II battaglione era inviato nella zona plebiscitaria di Teschen mentre ad
agosto il "circolo" di Rybnik, nel quale gli insorti polacchi minacciavano il
capoluogo, era posto in stato di assedio ed erano conferiti tutti i poteri civili e
militari al colonnello Salvioni, che l'occupava con il III battaglione ed una batteria,
riuscendo a disarmare gli insorti finché il 14 settembre lo stato di assedio poteva
essere revocato. Le truppe italiane restavano di presidio a Rybnik ed era loro
inoltre affidato (I - 135°) anche il "circolo" di Pless.
L'ultimo periodo del 1920 trascorreva, per il nostro contingente, senza problemi
ed a fine anno rimpatriavano, per essere congedati, oltre 600 tra ufficiali e soldati
della classe 1898, che sarebbero stati sostituiti, a febbraio, da reclute del 1901.
Persol/ale del 32° reggimel/to fal/teria a difesa del l'al/te sul fiume Oder

