Page 288 - Missioni militari italiane all'estero in tempo di pace (1861-1939)
P. 288

278                                                          PIERO  CROCIANI


                 Gli strascichi  della  rivolta si  protraevano,  ovviamente, ben al  di là del  5, con
             attentati ed attacchi a posti di guardia, cui le forze  interalleate reagivano con arresti
             e perquisizioni alla ricerca di armi, sino alla revoca dello stato d'assedio, a fine agosto.
                 Il 31 di  quel mese era trasferito da CoseI a Ratibor il comando delle nostre
             truppe  che  il  10,  l' 11  ed  il  13  settembre  erano  rinforzate  con  l'arrivo  di  un
             battaglione della brigata Sicilia, di  un  battaglione dei  Granatieri (il  11/2°)  e di 20
             nuovi autocarri  Fiat  15  ter.
                 In  concomitanza  con  l'arrivo  di  questi  nuovi  reparti  iniziava,  per il  135° e
             per la batteria, il congedamento della classe 1900, da completarsi entro dicembre,
             con il  contemporaneo arrivo di  circa  1000 rimpiazzi.
                 La zona affidata al contingente italiano comprendeva allora i "circoli" di Cosel,
             con  annessa  Ober Glogau,  di  Ratibor e  di  Leobschiitz.  La  situazione,  pur se  assai
             migliorata,  non  poteva  certo  dirsi  tranquilla:  manifestazioni  ostili  (in  una  rimase
             coinvolto, nella sua auto, il  generale francese comandante delle truppe interalleate,
             sbloccato dall'intervento italiano), incidenti, anche a fuoco, e ricerche di armi punteg-
             giavano  le  giornate.  Il  più grave incidente per i nostri,  con la  morte di un soldato
             del 61 ° Fanteria ed il ferimento di un altro, si verificava l' 11 novembre quando agenti
             di polizia ed abitanti polacchi di un villaggio aprivano il fuoco su una nostra carretta
             viveri credendo che portasse degli irregolari tedeschi.
                 A  dicembre  venivano  prelevati  dal  contingente  italiano  un  comando  di
             battaglione e due compagnie del  135° che erano distaccati per un mese a Sopron,
             nel Burgenland austriaco, per mantenervi l'ordine pubblico durante lo svolgimento
             del plebiscito in quella zona, insieme ad altre truppe alleate, tutte poste agli ordini
             del  colonnello italiano Marini.
                 La missione del contingente interalleato nell'Alta Slesia si stava ormai avviando
             verso  la  sua  conclusione:  un  primo  segnale  - anche  se  macabro - era  dato  a
             dicembre dall'esumazione e dall'invio in Italia delle  salme di  una parte dei  militari
             morti sino ad allora, che sarebbero state seguite dalle  altre nell'aprile successivo.
                 Il nuovo anno - il  1922 - vedeva il ripetersi di incidenti e scontri tra elementi
             polacchi  e tedeschi,  cui,  dal  marzo,  per il  rimpatrio  di  350 elementi,  il nostro
             contingente  poteva  opporre  un  meno  efficace  controllo.  Per  far  fronte  alle
             necessità erano ridotte al  minimo le "cariche speciali" ed erano sciolte le  fanfare
             di  battaglione.
                 L'arrivo a Ratibor, ai  primi di giugno, di  profughi tedeschi provenienti  dalle
             zone assegnate alla Polonia, clava occasione al  verificarsi di  incidenti più gravi nei
             dintorni  della  città,  con l'irruzione  di  irregolari  tedeschi  nei  villaggi  misti.  Così
             1'11  giugno era cii  nuovo  proclamato  lo stato  di  assedio,  che sarebbe stato  tolto
             solamente il  3  luglio.  Dal  18  giugno iniziava il passaggio del  territorio slesiano alle
             autorità  polacche  e tedesche.  Era  così  possibile  per il  nostro comando predisporre
             una  tabella  di  ripiega menti  delle  nostre  truppe  all'interno  dell'Alta  Slesia  sino  alle
             stazioni di  partenza dei convogli, che le avrebbero ricondotte in Italia, a cominciare
   283   284   285   286   287   288   289   290   291   292   293