Page 286 - Missioni militari italiane all'estero in tempo di pace (1861-1939)
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276 PIERO CROCIANI
Intanto la Commissione Interalleata di Governo e Plebiscito aveva stabilito
la data per lo svolgimento del plebiscito, che si sarebbe tel~uto il 20 marzo, e, in
vista di non improbabili disordini, era inviato di rinforzo dall'Italia il 32° Reggimento
Fanteria "Siena", su 2 battaglioni, assegnato quasi integralmente al presidio delle
zone di Nikolai e di Pless.
Il plebiscito si svolse senza dar luogo a particolari incidenti ma, anche per la
mancanza di risultati immediatamente percepibili, la tensione crebbe in tutta l'Alta
Slesia e già il 23 marzo si doveva proclamare lo stato d'assedio nei "circoli" di Pless
e Rybnik, attribuendo tutti i poteri al colonnello Salvioni. Come durante lo svolgimento
del plebiscito, anche durante lo stato d'assedio il comportamento fermo ed imparziale
degli italiani (al contrario di quello sfacciatamente filo-polacco dei francesi) contribuÌ
al mantenimento dell'ordine pubblico ed il 18 aprile lo stato d'assedio era tolto.
Con la pubblicazione dei risultati del plebiscito, il 24 aprile, che non consen-
tivano l'immediata attribuzione dei territori dell' Alta Slesia, dovendosi procedere ad
una loro spartizione, la tensione crebbe di nuovo: i polacchi miravano ad impadronirsi
di tutte le zone a cavallo dell'Oder, da loro reclamate, con l'uso della forza. A
differenza dei disordini verificatisi sino ad allora, questa volta si trattava di azioni
militari in piena regola, in esecuzione di piani ben precisi e con la disponibilità di
armamento anche pesante. Qualcosa era filtrato, tanto che era stato ordinato che le
truppe di occupazione non avessero distaccamenti di forza inferiore alla compagnia,
ma, evidentemente, non si era valutato appieno il pericolo.
Nella notte tra il 2 ed il 3 maggio tutti i presidi dei "circoli" di Rybnik e Pless
erano attaccati da bande di insorti forti e bene armate che cercavano - ed in parte
ci riuscirono - di tagliare le telecomunicazioni e di impadronirsi di nodi stradali e
ferroviari, mettendo in condizioni di non nuocere le guarnigioni alleate. Gli scontri
più sanguinosi si verificavano a Czerwionka, dove una compagnia del 32° Fanteria
resisteva fino all'esaurimento delle munizioni, con la morte di un ufficiale e di 15
tra sottufficiali e soldati ed il ferimento di altri 22. Soltanto la mattina successiva
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Bare dei so/dati de/32° e 135° reggimel/to (al/teria caduti il3 maggio 1921 a Czerwiol/ka

