Page 289 - Missioni militari italiane all'estero in tempo di pace (1861-1939)
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IL  CONTINGENTE  ITALIANO  IN  ALTA  SLESIA                            279


         dal  giorno  25.  Era  previsto  che,  "circolo"  dopo  "circolo",  il  territorio  slesiano
         sarebbe stato consegnato alle  potenze interessate, cosÌ  da ultimare il  passaggio entro
         il  9 luglio.  Le  truppe tedesche o polacche sarebbero sopraggiunte qualche ora dopo
         l'abbandono delle posizioni da parte delle truppe interalleate, tranne che nei capoluoghi
         di  "circolo"  dove  sarebbero  arrivate,  invece,  qualche  ora  prima,  così  da  poter
         rendere gli  onori alle  bandiere alleate.
              Così il 28 giugno le  truppe tedesche prendevano possesso di Cosel, dove, una
         settimana prima, era stato inaugurato un monumento ai caduti italiani in Alta Slesia.
              A Ratibor, dov'erano alla fine presenti anche truppe francesi, gli ultimi giorni
         di  occupazione  erano caratterizzati da sparatorie  e  moti  di  piazza,  diretti  per  lo
         pitl contro i transalpini, ma che dovevano essere contenuti e se dati soprattutto dai
         nostri, che ebbero anche un granatiere ferito  da  un colpo di  rivoltella.
              Il  9  luglio,  finalmente,  gli  ultimi  trasporti  potevano  partire  per  l'Italia,  la
         missione in Alta Slesia era conclusa.
              Complessivamente  avevano  prestato  servizio  296  ufficiali  e  9159  sottuf-
         ficiali, caporali e soldati, un numero non indifferente anche se  relativo a due anni
         e mezzo di  permanenza.
              Le  perdite del contingente risultano le seguenti: caduti 25(3), quasi tutti negli
         scontri  verificatisi  ai  primi  di  maggio  del  1921  o  in  loro  conseguenza  (il  foglio
         d'ordini del 30 maggio segnalava il  decesso di  un soldato per "grave psicosi acuta
         da shock nervoso subìto  nel  combattimento di  Bad Jastrzemb"),  morti per cause
         di servizio 5, morti per malattia contratta in servizio 20, oltre ad altri  8 deceduti
         in Italia, morti per cause non dipendenti da motivi di servizio 11, feriti ed infortunati
         per cause  di servizio 57.
              I  morti  per cause  non  dipendenti  da  motivi  di  servizio  erano,  per  lo  più,
         vittime di  incidenti, come  i tre soldati  affogati,  uno investito  da un treno,  ed un
         altro ucciso  da un colpo di  arma da fuoco  non  regolamentare sfuggito ad  un suo
         commilitone, oltre a due suicidi.
              I morti  per malattia contratta  in  servizio  erano  deceduti,  in  buona  parte,
         per  tubercolosi  e  per  malattie  dell'apparato  respiratorio,  cui  certo  non  era
         favorevole  il  clima dell'Alta Slesia.  Queste malattie avevano provocato anche il
         rinvio in Italia per accertamenti medico-legali di diversi altri soldati (15 soltanto
         il  24 gennaio  1921).
              Dai "diari storici" non risultano segnalazioni di  altre infermità di particolare
         rilevanza.  Tutte  le  malattie,  comunque,  erano  curate  nell'ospedaletto  da  campo
         italiano piuttosto che  negli  ospedali civili.  Sono segnalate soltanto due  ondate di
         influenza  che  assunsero  un  carattere  epidemico,  nel  novembre  del  1921  e  nel
         febbraio del 1922, in quest'ultima occasione il  IV battaglione del 135°, a Gleiwitz,
         rimase  indisponibile per circa  15  giorni.
              Quando non era impiegato in distaccamenti incaricati del servizio di frontiera
         o  in  servizio  di  ordine  pubblico,  mediante  posti  di  guardia  o  pattuglioni,  o  in
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