Page 294 - Missioni militari italiane all'estero in tempo di pace (1861-1939)
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284 PIERO CROCIANI
dare disposizione ai comandanti di reparto di controllare che i soldati scrivessero
a casa almeno ogni 15 giorni. Nella stessa occasione il colonnello doveva purtroppo
costatare come fosse elevata la percentuale degli analfabeti ed ordinava per curare
"questa piaga del nostro paese" l'istituzione di scuole per costoro. Non sempre,
però, era l'analfabetismo all'origine dei mancati contatti con le famiglie se, nell'agosto
del 1920, si doveva invitare un ufficiale, il tenente Capone, a scrivere a casa, dove
mancavano di sue notizie da parecchi mesi.
L'interesse rivolto all'attività sportiva era un altro sintomo del differente
approccio nei confronti della truppa, secondo una prassi instauratasi dopo il 1917.
CosÌ per la festa dello Statuto del 1920 erano previste, nel pomeriggio, delle esibizioni
di squadre ginnastiche ed un incontro di football che si sarebbe concluso (a differenza
di quanto è avvenuto quest'anno) con la vittoria della nostra rappresentativa su
quella francese. Nel luglio del 1921, poi, erano selezionati 48 militari per le gare
sportive interalleate, previste tra il 6 e l' 8 agosto, oltre a 3 elementi di ciascun
reparto per salto in alto ed in lungo, pertica e boxe. Oltre a queste discipline le
gare avrebbero compreso football, cross-country, concorso ippico per ufficiali e
sottufficiali, salto in alto con il cavallo e, ovviamente per i soli reparti inglesi e
francesi, cross-country di carri da combattimento e carosello equestre.
Quando potevano usufruire della libera uscita i soldati andavano in giro,
facilitati anche dalle disponibilità economiche, e, nell'ordine, si interessavano alle
ragazze, professioniste o meno dell'amore, frequentavano le osterie ed i locali di
ritrovo e, se il tempo era buono, facevano il bagno nell'Oder o in qualche
specchio d'acqua o vi andavano a pesca.
Tutto questo, mancando di memorie o di diari di soldati, lo possiamo desumere,
a contrariis, dai divieti che compaiono sui "fogli d'ordine". Così troviamo che il
27 gennaio 1921 deve esser letto alla truppa, e per tre giorni consecutivi, come
ammonimento, che due soldati che hanno contratto una malattia venerea sono
stati puniti con la consegna fino ad avvenuta guarigione e, quel che è più importante,
troviamo che i malati venerei formano, in genere, la maggioranza dei ricoverati
nell'ospedaletto. Le osterie, e l'eccesso nel consumo di alcoolici, si ritrovano spesso
nelle motivazioni delle punizioni. In occasione della morte di un soldato ucciso
in un agguato da parte di delinquenti comuni all'uscita da un locale da ballo, nel
settembre del 1920, si ricorda che è proibito l'ingresso in questi locali. Per i bagni
nell'Oder - che saranno la causa di tre affogamenti - già nel maggio del 1920 è
emanata la relativa proibizione, unitamente a quella di andarvi in barca, addolcita
dalla prescrizione ai comandi di scegliere località in cui i soldati, tutti insieme,
possano prendere il bagno con sicurezza. Nello stesso mese è emanato un ordine
che vieta di tenere cani in caserma, rafforzato da un ulteriore divieto - da leggersi
alla truppa per tre giorni consecutivi - ed aggravato dall'ordine di abbattimento
di tutti i cani vaganti in quartieri ed accantonamenti dopo che 13 mitraglieri sono
stati morsi da un cane risultato poi idrofobo (per la cronaca aggiungeremo senza

