Page 323 - Missioni militari italiane all'estero in tempo di pace (1861-1939)
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LA  PRESENZA  NAVALE  ITALIANA  IN  LEVANTE  ...                       313


               Le  principali clausole  navali  dell'armistizio prevedevano:
               Art.  1 - Apertura dei  Dardanelli e del Bosforo e libero accesso almar Nero.  Occupazione
           militare da  parte degli  Alleati  dei  forti  dei  Dardanelli e del  Bosforo;
               Art.  2 - Notificazione  di  tutti  i campi  di  mine,  dei  lanciasilul'i  e di  ogni  altra ostruzione
           nelle  acque turche, al  fine  di  dragare e  rimuovere ogni  pericolo per la  navigazione;
               Art.  6 - Resa di  tutte le  navi  da guerra che si  trovavano nelle  acque turche o nelle acque
          occupate dai turchi;
               Art.  8 - Libero uso  per le  navi  alleate cii  tutti  i porti e gli  ancoraggi occupati dai turchi e
          interdizione al  nemico di  servirsi  di  quei  porti;
               Art.  9 - Uso  di  tutti  i mezzi  di  riparazione che si  trovavano nei  porti e arsenali turchi.
                (5)  Il  IO  novembre  1918  il  caccia  francese  Mal/gini  e  quello  britannico  Shark,  con  a
           bordo  un  generale  dei  rispettivi  eserciti,  entravano  nei  Dardanelli  per  andare  ad  ormeggiarsi
           insieme dinanzi a Costantinopoli, ove  poi sarebbero stati  raggiunti  dalle  altre  unità alleate.
               Il  vice  ammiraglio  Amet era  nominato alto  commissario  della  Repubblica  francese  ed  il
           vice ammiraglio Gough Calthorpe, alto commissario britannico a Costantinopoli.
                (6)  Saint-Jean-de Maurienne, nella Savoia, fu  sede di una riunione interalleata nei giorni
           19-20  aprile  1917  alla  quale  parteciparono  D.  Lloyd  George,  A.  Ribot  e  P.  Boselli,  primi
           ministri  di  Gran  Bretagna,  Francia ed  Italia  (per  la  quale  fu  presente  anche  il  Ministro degli
           Esteri  Sonnino).  Scopo  della  riunione  era  l'esame  delle  proposte  di  pace  separata  avanzate
           dall'Austria  (che  vennero  respinte)  e l'assetto dell'Asia  minore a guerra  finita.
                (7)  La  delegazione  italiana  abbandonò  la  Conferenza il  24  aprile  in  segno  di  protesta
           per  le  dichiarazioni  del  presidente  Wilson  contrarie  alle  richieste  italiane  sulla  Dalmazia.  La
           delegazione ritornò a Parigi il  5  maggio; qualche settimana più tardi  l'infelice vicenda provocò
           la  crisi  del  governo  Orlando  e  la  formazione  di  un  nuovo  governo  presieduto  da  Francesco
           Saverio Nitti.
                (8)  Dopo l'occupazione greca di Smirne si verificò un grave malcontento nella popolazione
           turca.  In  numerosi comizi si  gridava "Viva l'Italia"; fu  anche mandato un messaggio alla regina
           Elena "chiedendo aiuto perché  la  grande  nazione  italiana protegga il  nostro diritto".
                (9)  L'esploratore Nil/o  Bixio  fu  stazionario a Smirne dal  19 ottobre  1919 al  7  aprile
           1920 ed a Scalanova dall'8 aprile al  23  luglio  1920. Tornò quindi a Smirne rimanendovi fino
           al  19 settembre.
               (lO)  Il Trattato di Losanna del luglio 1923 assegnò definitivamente 'alla Turchia il territorio
           occupato dai  greci.
               (lI)  Ufficio  Storico  S.M.E.  - L'Esercito  Italiano  nella  Grande  Guerra,  VoI.  VIII,  Le
           operazioni fuori del territorio naziol/ale - Medio Oriente - Tomo III  p.  362.
               (l2)  Od essa era stata occupata nell'ottobre 1917 da nazionalisti ucraini, ma,  dopo un'aspra
           contesa di  alcuni mçsi,  il  controllo della città era passato nelle  mani degli  operai rivoluzionari che,
           nel  gennaio  1918, avevano  instaurato il  regime  dei  Soviet.  Nel  febbraio  c'era stata l'occupazione
           delle truppe austro-ungariche del  generale  Bohm-Ermolli alle  quali era subentrato, nel  maggio
           1918, il  contingente franco-greco-polacco del generale francese P.  D'Anselme. Questi, di concerto
           con il generale russo "bianco" Denikin, dopo un bombardamento navale effettuato il  18 dicembre,
           era riuscito ad occupare anche  la  base  navale  di  Sebastopoli.
               (13)  Dalla relazione del comandante della Compagnia: "". Nel pomeriggio del 6 ricevetti
           l'ordine di stare pronto ad evacuare; dopo aver messo il  materiale nelle imbarcazioni, ho schierato
           tutta  la  gente  sulla  banchina  per  l'eventualità  di  qualche  attacco  in  forze.  Dopo  poco  ho
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