Page 318 - Missioni militari italiane all'estero in tempo di pace (1861-1939)
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                  Partirono  da  Taranto  alle  15  del  19  giugno  1920  ed  arrivarono  il  28  a
             Costantinopoli  dopo una sosta di  cinque giorni  al  Pireo.  In  seguito  le  due  unità
             navigarono  in  modo  indipendente, salvo  che  nel  tratto  finale  del  loro  itinerario
             fluviale.  La  68 PN partì da Costantinopoli il  5  luglio da sola per il  porto romeno
             di  Costanza. La 57 AS dovette assolvere prima una missione informativa collegata
             con la situazione di  tensione che si  era creata nella  zona degli  Stretti, sottoposta
             ad un regime di controllo internazionale simile a quello del Danubio. La torpediniera
             si  trasferì a Mudanya, nelmar di Marmara, dove trovò una concentrazione di navi
             britanniche,  francesi  e  greche;  le  compagnie  da  sbarco  delle  navi  britanniche
             Royal Sovereign, Marlborough  e Pegasus avevano occupato la città per sottrarla al
             controllo dei nazionalisti turchi contrari ad accettare il  trattato di pace di Sèvres,
             ormai prossimo alla firma  (sarebbe stato firmato  il  10 agosto) ed attendevano di
             essere rimpiazzate da truppe greche che dovevano arrivare via terra. La torpediniera
             poté partire per Costanza solo il 21  agosto e si riunì alla consorella il  12 settembre
             nel porticciolo fluviale  romeno di Moldova dove la 68 PN era giunta il 25 agosto.
                  Due  i  tipi  di  difficoltà  che  dovevano  superare  le  torpediniere.  Il  primo  di
             carattere  idrografico  rappresentato dal  transito  delle  cateratte denominate  "Porte
             di  Ferro", nell'ultimo tratto del fiume in territorio romeno: lì il  fondo era roccioso
             con scogli  affioranti  e  la  corrente molto  forte  tanto che  nel  tratto più  critico era
             previsto anche un sistema di  rimorchio da terra per le navi che risalivano il  fiume.
             La  seconda  difficoltà  era di  natura  politica e  concerneva  il  transito  nel  territorio
             della Serbia,  paese con il  quale  era aperto il  contenzioso territoriale  di  Fiume.  La
             69 PN  fu trattenuta a Braila nell'attesa che fra il nostro incaricato d'Affari a Belgrado
             ed il governo serbo fossero presi gli accordi per evitare incidenti durante il passaggio
             delle torpediniere. Nel pomeriggio del  16 agosto 1920 arrivò al Consolato italiano
             di  Braila  il  telegramma atteso  che  consentiva il  transito delle  navi  pregando  però
             che  "il  passaggio  davanti  a  Belgrado  avvenisse  possibilmente  di  notte".  Non  era
             ancora tempo propizio per mostrare la bandiera italiana in quel tratto di  Danubio!
                  Se il transito per Belgrado passò inosservato essendo avvenuto di notte(I7), non
             lo  fu  invece  a  Neusatz  (oggi  Novi  Sad)  il  14 settembre,  quando  le  navi  furono
             salutate dagli equipaggi schierati in coperta di due monitori iugoslavi e di  un MAS
             britannico  alla  fonda.  Il  16  settembre  1920,  alle  ore  16.30,  dopo  aver  risalito  il
             Danubio per 900 miglia, le due navi si  ormeggiavano alla banchina di Buda, davanti
             al  Palazzo Reale,  nel  posto normalmente riservato ai  monitori britannici.
                  L'accoglienza, non solo della colonia italiana ma anche della popolazione della
             capitale ungherese, fu quanto mai calorosa e cordiale e poiché l'autunno si avvicinava,
             si  rinunciò a proseguire la  crociera, come era in  programma fino  a Vienna,  dove
              le navi sarebbero state costrette a svernare. D'altronde anche il MAE aveva espresso
              parere contrario all'invio delle navi a Vienna a fronte dell'imbarazzo del governo
             austriaco  che  vedeva  nella  presenza  delle  navi  militari  italiane  sul  Danubio  una
             violazione del Trattato di Saint-Germain. Pur tuttavia il Ministro italiano a Vienna
              informava che  "il  governo austriaco,  tenendo  molto alla  visita  delle  nostre  navi,
             le avrebbe accolte con piacere ". Ma le due torpediniere, contese anche dal Ministro
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