Page 320 - Missioni militari italiane all'estero in tempo di pace (1861-1939)
P. 320

310                                                         ALFREDO  IIRAUZZI


            - visita di amicizia che "il popolo italiano, forte e generoso, incapace d'inimicizia,
            rendeva ai popoli contro i quali aveva combattuto" e che, con espressione quanto
            mai  inopportuna  ed  in  contrasto  con  lo  stile  irenico  del  documento,  venivano
            definiti "i vinti".
                Di  contorno  a  questa  missione  d'italianità,  c'erano  le  consuete  direttive  di
            stringere contatti di grande cordialità con le autorità politiche e militari e di portare
            il  saluto  della  patria  lontana  alle  colonie  di  connazionali,  in  particolare  agli  ex-
            combattenti ed alle scuole italiane all'estero.  Un  comunicato stampa ampiamente
            diffuso,  nel  dare  notizia  della  crociera,  riprendeva  ed  enfatizzava  la  missione
            propagandistica della  "nuova Italia" affidata alle due piccole unità.
                Le  quali fecero  il  possibile  per compiere bene quanto era loro richiesto;  ma
            dovettero superare  non poche difficoltà, sia  perché gli  equipaggi  non erano stati
            selezionati come  sarebbe stato opportuno fare  cosicché  alcune avarie  verificatesi
            si rivelarono imputabili ad elementi poco preparati, sia perché il materiale di bordo
            non era nelle migliori condizioni di efficienza e si dovette ricorrere in varie occasioni
            a  riparazioni  di  fortuna.  Inoltre la  presenza di  navi  militari  italiane sulla  grande
            via d'acqua interna europea era stato motivo di  parecchie critiche e perplessità.
                Il  programma  della  crociera  non  era stato  prefissato  rigidamente,  ma  veniva
            definito  in  base  alle  necessità  di  rifornimento ed  alla  possibilità  di  usufruire  della
            stagione delle acque alte per la navigazione sull'alto e medio Danubio. Pertanto tutte
            le cerimonie ufficiali e le  visite erano state previste per il viaggio di  ritorno durante
            il  quale  le  pennanenze  nei  porti  sarebbero  state  più  lunghe.  Però  l'attenzione
            politica si  appuntò sulle  navi  fin  dal  loro arrivo alle soglie del mar Nero.
                Cominciò la  stampa turca, quando il  26  marzo le  navi arrivarono a Costan-
            tinopoli, a mettere in evidenza alcune frasi di Mussolini dalle quali si voleva dedurre
            un interesse italiano sul Levante. Le due torpediniere vennero considerate l'avanguardia
            di una ben più consistente Forza Navale italiana destinata ad attaccare Smirne od
            a  compiere  altre  attività  militari  nell'area.  Pertanto  il  nullaosta per  il  soggiorno,
            benché richiesto con il  prescritto anticipo, tardò ad  essere concesso, fu  limitato a
            tre giorni con un ormeggio decentrato e venne subordinato all'assicurazione che
            nessun'altra nave italiana sarebbe venuta a Costantinopoli per tutta la durata della
            crociera  fluviale.  Solo  l'energico  intervento  dell'ambasciatore  Montagna  fece
            annullare queste  limitazioni.
                In Romania, l'accoglienza ai  "fratelli italiani" fu  migliore anche se la  stampa,
            nell'esprimere il gradimento della presenza delle navi in territorio romeno, ricordava
            "la tensione esistente  tra i governi delle  due  Nazioni",  peraltro originata solo da
            questioni economiche e commerciali.
                A Bratislava, capitale della Slovacchia occidentale, tutto andò bene nella prima
            sosta del 2-15  maggio quando fu  un susseguirsi di  cerimonie commemorative, di
            ricevimenti e banchetti in onore delle navi italiane a dimostrazione della cordialità
            delle  autorità  di  governo  e  cittadine  oltre  che  della  colonia  italiana.  Invece  la
            seconda sosta  delle  due  torpediniere  (in  giugno)  non  fu  così  festosa e  piacevole;
            al  loro arrivo furono  fatte  ormeggiare al  porto d'inverno lontano dalla città,  per
   315   316   317   318   319   320   321   322   323   324   325