Page 332 - Missioni militari italiane all'estero in tempo di pace (1861-1939)
P. 332

322                                                MARIA  GABRIELLA  PASQUALINI


                 Se  nel  Mediterraneo si  cercava  una stabilità  politica  di  dominio,  anche  nel
            settore balcanico gli interessi italiani erano piuttosto chiari (2),  sia prima che dopo
             il  conflitto  mondiale  '14-18;  le  due  principali  potenze  che  avevano  avuto  ruoli
            dominanti  in  quella  regione  erano  in  piena  decadenza,  la  Ottomana,  vicina  al
            tracollo finale, e la  Russa, con grandi tensioni  interne; quindi l'interesse ad avere
             una posizione di controllo sull' Adriatico trovava terreno molto favorevole (3).
                 In  questo  intricato  quadro  internazionale  di  inizio  di  secolo,  tra  numerosi
            accordi  e  molti  conflitti  regionali,  le  missioni  militari  italiane  erano  un  tassello
            importante nella diplomazia italiana. I militari italiani, in particolare i Carabinieri,
            stavano  acquisendo  una  notevole  fama  nella  riorganizzazione  di  gendarmerie
            straniere  e  pur  nel  quadro  di  una  impeccabile  efficienza  militare,  sapevano
             imporsi quasi  sempre per diplomazia e savoir vivre,  qualità che aiutavano molto
             la  stima  e  la  considerazione  da  essi  riscossa  negli  ambienti  nei  quali  operavano.
             Dovevano  infatti  avere  rapporti  con  autorità locali,  con esponenti di  Corti  e  di
             governi.  Soprattutto,  nella  maggior  parte  dei  casi,  era  chiaro  che  sottraevano
             competenze  importanti  agli  ufficiali,  se  ve  ne  erano,  dei  Corpi che  andavano  a
             riorganizzare, la qual cosa non rendeva più facile il  compito ad essi affidato. Non
             solo sottraevano competenze, ma venivano quasi sempre pagati molto di più degli
             ufficiali locali e puntualmente, al contrario di quanto avveniva spesso per i locali.
             Invidie, risentimenti, gelosie, un bagaglio di relazioni umane difficilmente annullabile.
            Anche tra gli stessi ufficiali italiani a volte vi furono alcuni elementi che pur essendo
             degli  ottimi  militari,  non  furono  altrettanto  efficaci  diplomatici:  in  un  bilancio
             generale, però i successi furono largamente superiori agli  insuccessi.
                 In  quegli  anni  il  governo di Atene  aveva  presentato  un progetto al  proprio
             Parlamento, concernente la riorganizzazione della polizia locale, dove si configurava
             la  possibilità di  chiamare  degli  ufficiali  stranieri  per questo  compito.  La  Grecia
             aveva già in atto una collaborazione con la Francia per il riordinamento dell'esercito,
             e con la Gran Bretagna per la marina, ma per quanto riguardava la polizia, preferiva
             gli italiani: la fama di professionalità dei Carabinieri italiani era ormai consolidata
             e  la  loro  lunga  presenza  a  Creta  (1896-1906)  per  la  riorganizzazione  di  quella
             gendarmeria aveva lasciato un ottimo ricordo nelle autorità greche; anche la conside-
             razione  per l'opera compiuta in  Macedonia  dal  generale  De  Giorgis,  con  i suoi
             collaboratori  (tra  i  quali  il  colonnello  dell'Arma  Balduino  Caprini,  distintosi
             anche a Creta), era molto alta.
                 Il  16 aprile  1911  il Regio Ambasciatore ad Atene, Carlotti(4) confermava al
             Ministro  degli  Esteri,  marchese  di  San  Giuliano,  che  il  governo  greco  aveva
             confermato,  sia  pur  ancora  in  modo  ufficioso,  il suo  interesse  ad  avere  degli
             ufficiali italiani per riorganizzare la propria gendarmeria: il ritardo nel formalizzare
             ufficialmente la  richiesta era dovuto ad una  "sistematica lentezza" con  la  quale
             procedevano lì "gli affari"(S). Pochi giorni dopo, il Ministero degli Esteri metteva
             al  corrente  quello  della  Guerra  delle  richieste  greche  al  proposito(6).  L'Arma
             procedette con le interpellanze(7), per iniziare a selezionare il personale disponibile
             e adatto al  compito.
   327   328   329   330   331   332   333   334   335   336   337