Page 337 - Missioni militari italiane all'estero in tempo di pace (1861-1939)
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che, a suo parere, difettava di esperienza di servizi di ordine pubblico. Il D'Aulisio
dimenticava che era lì per una missione di riorganizzazione e studio, con compiti
ufficialmente non operativi.
In realtà la Missione coglieva buoni frutti. Alla fine del 1913, Venizelos avanzò
al governo italiano la richiesta di inviare una decina di sottufficiali dei carabinieri
da adibirsi ad istruttori della Scuola di Gendarmeria, che nel frattempo era stata
riorganizzata sulla base dei progetti italiani. La richiesta fu nominativa: i greci
segnalarono alcuni di quegli elementi che avevano già servito a Creta, nel periodo
in cui l'allora principe Giorgio era stato alto commissario nell'isola.
1115 febbraio 1914 scadeva il primo biennio di ingaggio degli ufficiali
italiani in Grecia: nell'ottobre del 1913, con largo anticipo sulla scadenza, quel
governo fece sapere ufficiosamente che avrebbe prorogato volentieri il contratto
e anzi chiedeva che fosse accresciuto il numero dei componenti la Missione (21).
Il Ministero della Guerra e il Comando Generale dell'Arma aderirono prontamente
alla richiesta, aprendo le trattative per il rinncwo (22).
La nuova contrattazione non fu facile, però, principalmente dal punto di
vista finanziario, in quanto il capo Missione italiano chiedeva la parificazione
con quanto ottenuto dalla Missione francese e da quella britannica, non tanto
per gli aspetti remunerativi, quanto per il prestigio e l'autorità della Missione e
l'immagine dell'Italia.
Alcuni degli ufficiali rimpatriarono a fine contratto, per esplicita richiesta del
D'Aulisio(23): Rodda e Lauro furono restituiti ai ruoli di provenienza e De Mandato
fu collocato di nuovo in congedo.
La collaborazione del gruppo non era stata positiva: i suoi membri non erano
molto compatibili fra di loro. Dalle lettere conservate nell'Archivio, di pugno del
D'Aulisio, si può notare che egli era un ottimo soldato, ma molto accentratore e
di modi assai bruschi con i suoi sottoposti. Inoltre il rinnovo del contratto fu un
problema che lo turbò molto, togliendogli serenità di giudizio e tolleranza nei
confronti del governo locale, dci quale lamentava l'atavica lentezza.
D'Aulisio tentò di avere in Grecia alcuni ufficiali che già erano stati ai suoi
ordini, ma, come successo altre volte, nel superiore interesse della Missione, fu il
CQmando Generale a scegliere in autonomia i nuovi membri della Missione.
I nuovi ufficiali inviati in Grecia furono i capitani Giovanni Battista Carossini
dalla Legione di Firenze, Giacomo Giovenale dalla Legione di Bologna assegnato
alla Scuola di Gendarmeria di Atene, il maggiore Guido Gandini dalla Legione di
Verona, che fu destinato a Creta quale Comandante Superiore della Gendarmeria
dell'isola (rinnovando le precedenti tradizioni) su richiesta specifica di Venizclos,
e il tenente Costantino Mondelli dal Comando Generale, che venne addetto al
Comando Generale della Gendarmeria ellenica. Furono anche inviati il maresciallo
d'alloggio Domenico Patassini dalla Legione di Firenze e il maresciallo maggiore
Stefano Baraldo della Legione di Verona, che sarebbe deceduto nell'agosto del
1915 in servizio in Grecia. Carossini fu inviato a Salonicco, insieme al Patassini,
per la direzione e il funzionamento di quella Scuola di Gendarmeria.

