Page 337 - Missioni militari italiane all'estero in tempo di pace (1861-1939)
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I  CARAIIINIERI  REALI  IN  CatEClA  (1912-1923)                      327

          che, a suo parere, difettava di  esperienza di servizi di  ordine pubblico. Il  D'Aulisio
          dimenticava che era lì  per una missione di  riorganizzazione e studio, con compiti
          ufficialmente  non operativi.
              In realtà la Missione coglieva buoni frutti. Alla fine del  1913, Venizelos avanzò
          al governo italiano la  richiesta di  inviare una decina di  sottufficiali dei carabinieri
          da adibirsi  ad  istruttori  della  Scuola  di  Gendarmeria,  che  nel  frattempo  era stata
          riorganizzata  sulla  base  dei  progetti  italiani.  La  richiesta  fu  nominativa:  i  greci
          segnalarono alcuni di  quegli elementi che avevano già servito a Creta, nel periodo
          in  cui  l'allora principe Giorgio era stato alto commissario  nell'isola.
              1115  febbraio  1914  scadeva  il  primo  biennio  di  ingaggio  degli  ufficiali
          italiani  in  Grecia:  nell'ottobre  del  1913, con  largo  anticipo  sulla  scadenza,  quel
          governo fece  sapere  ufficiosamente che avrebbe  prorogato volentieri il  contratto
          e  anzi  chiedeva che  fosse  accresciuto  il  numero dei  componenti  la  Missione (21).
          Il Ministero della Guerra e il Comando Generale dell'Arma aderirono prontamente
          alla  richiesta,  aprendo  le  trattative per il  rinncwo (22).
              La  nuova  contrattazione  non  fu  facile,  però,  principalmente  dal  punto  di
          vista  finanziario,  in  quanto  il  capo  Missione  italiano  chiedeva  la  parificazione
          con  quanto  ottenuto  dalla  Missione  francese  e  da  quella  britannica,  non  tanto
          per gli  aspetti  remunerativi,  quanto per il  prestigio e  l'autorità della Missione e
          l'immagine  dell'Italia.
              Alcuni degli ufficiali rimpatriarono a fine contratto, per esplicita richiesta del
          D'Aulisio(23): Rodda e Lauro furono restituiti ai ruoli di provenienza e De Mandato
          fu  collocato di  nuovo  in  congedo.
              La collaborazione del gruppo non era stata positiva: i suoi membri non erano
          molto compatibili fra  di  loro.  Dalle lettere conservate nell'Archivio, di  pugno del
          D'Aulisio, si  può notare che egli  era un  ottimo soldato,  ma  molto accentratore e
          di  modi assai bruschi  con i suoi sottoposti.  Inoltre il  rinnovo del contratto fu  un
          problema  che  lo  turbò  molto,  togliendogli  serenità  di  giudizio  e  tolleranza  nei
          confronti  del  governo locale,  dci  quale  lamentava  l'atavica  lentezza.
              D'Aulisio  tentò di  avere  in  Grecia alcuni  ufficiali  che già  erano stati  ai  suoi
          ordini, ma, come successo altre volte,  nel superiore interesse della Missione, fu  il
          CQmando Generale a scegliere  in  autonomia i nuovi  membri della Missione.
              I nuovi ufficiali inviati in Grecia furono i capitani Giovanni Battista Carossini
          dalla Legione di Firenze, Giacomo Giovenale dalla Legione di  Bologna assegnato
          alla Scuola di Gendarmeria di Atene,  il  maggiore Guido Gandini dalla Legione di
          Verona, che fu  destinato a Creta quale Comandante Superiore della Gendarmeria
          dell'isola (rinnovando le  precedenti tradizioni) su  richiesta specifica di  Venizclos,
          e  il  tenente  Costantino  Mondelli  dal  Comando  Generale,  che  venne  addetto  al
          Comando Generale della Gendarmeria ellenica. Furono anche inviati il maresciallo
          d'alloggio  Domenico  Patassini  dalla  Legione  di  Firenze e  il  maresciallo  maggiore
          Stefano  Baraldo  della  Legione  di  Verona,  che  sarebbe  deceduto  nell'agosto  del
          1915 in servizio  in  Grecia.  Carossini  fu  inviato a Salonicco,  insieme al  Patassini,
          per la  direzione e il funzionamento  di  quella Scuola di  Gendarmeria.
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