Page 338 - Missioni militari italiane all'estero in tempo di pace (1861-1939)
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328 MARIA GABRIELLA PASQUALINI
Carossini rimase solo due anni in Grecia, rimpatriando nel 1916. Durante la
sua permanenza a Salonicco raccolse una serie di informazioni militari con una
rete ben organizzata, discreta e intelligente(24).
Nonostante gli eventi bellici, la Missione continuò ad operare e nel settembre
del 1915 furono iniziate le trattative per un secondo rinnovo: il contratto sarebbe
scaduto il 14 febbraio del 1916. Anche questa volta le trattative incontrarono
qualche seria difficoltà, dovuta al tentativo di migliorare le condizioni economiche
e organizzative della missione. Venizelos ne parlò in modo positivo all'ambasciatore
italiano, conte Alessandro de Bosdari. A Roma il Ministero della Guerra intanto,
per mantenere alcuni equilibri interni alla Missione, avendo preso atto del carattere
difficile del capo Missione, stava pensando di sostituire il colonnello D'Aulisio,
richiamandolo in patria e conferendogli un alto incarico, perché quel richiamo
non sembrasse una punizione, ma un normale avvicendamento. De Bosdari era
stato molto chiaro nei suoi rapporti alle autorità italiane: ancora una volta si era
consumato un dissidio tra il capo Missione e i nuovi membri della stessa. Per l'Italia
la situazione era davvero difficile, perché lo stesso Venizelos ne aveva fatto cenno
all' ambasciatore italiano(25).
Si decise così, anche su indicazione del de Bosdari, di dare il comando interi naie
della Missione al Gandini, il quale aveva dato un'ottima prova di sé: lo stesso
D'Aulisio, che non era molto incline a elogiare i suoi uomini, nell' ottobre del 1914,
nel riferire di alcuni elogi rivolti al Gandini dalle autorità elleniche, aveva confermato
un ottimo giudizio sull'ufficiale.
Infatti il Governatore Generale di Creta, Lucas Ruffos, aveva fatto pubblicare
sulla locale Gazzetta Ufficiale del 13/26 settembre 1914, una nota di encomio che
aveva inviato al Gandini e al capitano della Gendarmeria cretese, Minosse Milonojannis
al suo ritorno da una visita alla Scuola di Gendarmeria e parimenti l'aveva inviata
al Ministro degli Interni" ... La cosa che particolarmente mi piacque e mi entusiasmò
è che la prestanza dell'aspetto e persino dello sguardo, la bella presenza, attestante
la ferrea disciplina - che credevo finora essere un privilegio del popolo cretese a
cagione delle sue qualità fisiche - cominciarono ad acquistare anche gli alunni di
altre località dell'Ellade che frequentano ora la Scuola ... Sono rimasto stupefatto
per esempio dal mutamento in ogni cosa ... In conseguenza La prego, Signor
Ministro, di voler basarsi con fiducia a queste assicurazioni, dovute a personale mia
constatazione, e di voler esprimere il di Lei compiacimento al tenente colonnello
della Missione italiana, Comandante della Gendarmeria in Creta, e al capitano
Minosse Milonojannis, direttore della scuola di gendarmeria ... (26)".
Il 10 gennaio 1915 Venizelos aveva risposto alla richiesta del Governatore
di Creta in questi termini: ''Avendo esaminato la Sua lettera, comunicatami da S.E.
il Ministro degli Interni, con somma soddisfazione ho rilevato che codesta Scuola
allievi gendarmi, per l'ottimo comando del tenente colonnello della Missione
italiana, Signor Gandini, e per la cura diligente del comandante in seconda, capitano
Minosse Milonojannis, funziona senza alcun ostacolo, e raggiunge con ottimi
risultati, lo scopo per cui fu istituita.

