Page 339 - Missioni militari italiane all'estero in tempo di pace (1861-1939)
P. 339
I CARAIIINIERI REALI IN GRECIA (1912-1923) 329
Lo zelo incomparabile e la cura efficace che detti ufficiali pongono per istruire
gli allievi e renderli perfettamente conoscitori dell'alta missione cui sono destinati,
mi procurano la gradita occasione, date le fatiche incessanti sostenute dai medesimi
ufficiali, per corrispondere alle speranze dello stato greco, di esprimere loro il mio
sommo compiacimento.
Questo mio desiderio La prego, signor Governatore, di compiacersi comunicare
a detti ufficiali.
Il Ministro Venizelos. Atene 10 gennaio 1915(27)".
Pochi mesi dopo, lasciando il suo incarico, Lucas Ruffos si era accomiatato
dal Gandini, 1'8 aprile 1915, con le seguenti parole, che non erano solo di circostanza
per l'intensità delle espressioni formulate" ... grazie al valido aiuto della gendarmeria,
io ho la fortuna di lasciare oggi l'isola in uno stato di perfetta sicurezza, mentre
al mio arrivo l'aveva trovata in condizioni poco soddisfacenti, specie nei riguardi
della pubblica sicurezza nelle campagne.
Tale sensibilissimo miglioramento, debbo dichiarare, ho constatato essere
avvenuto dall'epoca che V.S. assunse il comando della gendarmeria cretese, per le
opportune ed intelligenti sue disposizioni di servizio.
La gendarmeria cretese deve a V.S. i vari miglioramenti ottenuti mediante
appositi progetti da lei compilati e da me approvati, e la organizzazione della
grande scuola allievi qui impiantata e che ora funziona egregiamente.
Lasciando ora il governatorato di Creta, Le porgo commosso il mio affettuoso
saluto e La prego di esprimere ai signori ufficiali, sottufficiali, gendarmi ed allievi,
la mia profonda riconoscenza per aver contribuito tanto efficacemente alla
riuscita in genere della mia opera in questa isola.
Canea 8 aprile 1915. Il Governatore generale, Lucas Ruffos(28)".
È evidente che la Missione incontrò non poche difficoltà ambientali nel portare
a termine il proprio compito istituzionale: alcuni ufficiali superiori greci del
Corpo di Gendarmeria ellenica, giovandosi anche di influenze politiche, cercavano
di ostacolare quanto il gruppo italiano predisponeva e faceva per arrivare a dare
una impronta di disciplina ed efficienza alla gendarmeria locale. Spesso non condivi-
devano l'approccio ai problemi e metodi di soluzione. Inoltre gli italiani, sebbene
solo con compiti di istruzione e riorganizzazione, avevano in effetti tolto comandi
interessanti e di prestigio agli ufficiali greci(29).
Anche la stampa greca, soprattutto agli inizi, aveva criticato la Missione italiana,
cosÌ come del resto aveva fatto nei riguardi di quella francese e britannica, am-
morbidendo il suo atteggiamento dal 1914 in poi, nel secondo periodo della presenza
italiana. Si dava atto agli italiani che alcuni progressi erano stati fatti e che la
Gendarmeria era certamente più efficiente e disciplinata. Gli attacchi portati erano
chiaramente di matrice politica, per convincere i lettori della inutilità della riorga-
nizzazione di una gendarmeria fatta da stranieri e per di più profumatamente
pagati rispetto ai loro pari grado greci, il tutto voluto dai venizelisti che dilapi-
davano cosÌ le risorse del paese.
Anche a Corte vi era stato molto scetticismo sull'opera che avrebbero potuto
fare i Carabinieri Reali, non tanto per la loro professionalità che non veniva messa

