Page 344 - Missioni militari italiane all'estero in tempo di pace (1861-1939)
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334 MARIA GABRIELI.A l'ASQUALINI
periodo di guerra. Il Ministero della Guerra e il Comando Generale dell'Anna,
investiti della questione dal Gandini(4l), ritennero giusto che a questo proposito
ogni decisione fosse lasciata al Ministero degli Esteri e al barone Romano-Avezzana,
che nel frattempo aveva sostituito il de Bosdari alla guida dell'Ambasciata d'Italia
ad Atene(42).
Romano-Avezzana, allo scopo di proteggere la Missione italiana e il suo funzio-
namento definì per l'addetto militare e il capo Missione Gandini i limiti delle
rispettive competenze, chiarendone le rispettive sfere di azione, con decisione e
fermezza. In nessun modo la Missione italiana sarebbe dipesa, anche per motivi
di opportunità politica, dall'ufficio dell'addetto militare(43). Il Caracciolo aveva
anche tentato di far sostituire Gandini con Carossini, ma né lo Stato Maggiore
dell'Esercito né il Comando Generale prestarono attenzione a quei rapporti e
Gandini continuò nel suo servizio.
Furono costituiti dalla Missione italiana, sulla base del sistema italiano, sei
Comandi di Legione e alcuni membri della Missione furono distaccati in capoluoghi
regionali di maggiore importanza, quali comandanti. Gli ufficiali assegnati alla
Legione di Atene disimpegnavano prevalentemente le funzioni di ispettori e
consulenti, istradando i nuovi comandi sul sistema amministrativo e disciplinare
italiano(44) .
Nel maggio del 1918 iniziò a funzionare una Scuola allievi gendarmi e sottuf-
ficiali ad Atene, nella sede di un vecchio seminario, adattato convenientemente,
che diede non poche soddisfazioni alla Missione italiana. Dei risultati si iniziavano
a vedere: andando a fare una visita alla Scuola allievi gendarmi di Atene, Venizelos
così si espresse in modo assai elogiativo al giornalista italiano Ernesto Vassallo, che
era presente come inviato speciale del "Corriere della Sera"(45).
I risultati erano tangibili, ma il capitolo di spesa relativo, a carico del bilancio
del Ministero degli Interni ellenico era considerevolmente lievitato, sia per l'impianto
delle Scuole che dei nuovi Comandi di Legione e di Divisione. Secondo quanto
si ricava dai documenti d'archivio(46) il bilancio per il Corpo di Gendarmeria presso
il Ministero degli Interni aveva avuto i seguenti notevoli incrementi:
anno 1916: dracme 15.651.380;
anno 1917: 20.543.950;
anno 1918: 24.421.140;
anno 1919: 44.075.262.
L'aumento esponenziale delle spese era dovuto alla nuova organizzazione della
catena di Comando e dei reparti amministrativi; all'acquisto ed affitto delle nuove
caserme e locali che meglio si prestavano per le esigenze di servizio; alle nuove
spese di ufficio, indennità speciali concesse a gendarmi e sottufficiali allontanati
dalle foresterie perché ammogliati o inadatti al servizio; all'acquisto di nuovi
stampati e registri prescritti per la tenuta della contabilità.

