Page 347 - Missioni militari italiane all'estero in tempo di pace (1861-1939)
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I CARAIIINIERI REALI IN GRECIA (1912-1923) 337
Il 12 maggio 1923, contrariamente ad ogni previsione, fu comunque decisa
unilateralmente la fine della Missione, concedendo agli ufficiali componenti la
stessa le ordinarie licenze prima del rimpatrio definitivo. Alla fine di queste, gli
ufficiali si sarebbero dovuti presentare al Comando Generale per ricevere le istruzioni
relative alla loro destinazione. Per la fine di maggio, ad eccezione di Mazza che
fruiva di parte della sua licenza a Patrasso, ove aveva trascorso il periodo in cui
era stato aggregato alla Missione Alleata di Controllo militare in Grecia, gli ufficiali
erano tutti rientrati nel territorio metropolitano e il loro ingaggio al servizio del
governo greco era definitivamente terminato.
La rapida decisione unilaterale si spiega facilmente, ricordando che le relazioni
italo-greche non erano più così buone come nel passato. Vi era stato un riavvici-
namento verso i turchi, durante la conferenza di Losanna: del resto l'Italia aveva
forti interessi economici e commerciali con la Turchia. Non vi era sentore che il
Dodecaneso italiano, abitato da greci, sarebbe stato restituito ai greci, anche perché
l'Inghilterra non aveva lasciato Cipro, condizione prevista il 29 luglio del 1919
da un accordo Tittoni-Venizelos sull'atteggiamento che le due Potenze avrebbero
dovuto tenere alla Conferenza della Pace a Parigi.
L'incidente italo-greco del 27 agosto 1923 distrusse i rapporti fra Atene e
Roma: l'uccisione in territorio greco, nei pressi di ]annina, della Missione militare
italiana (quattro persone) comandata dal generale Tellini, incaricata di fissare il
confine greco-albanese dalla Conferenza degli Ambasciatori, provocò da parte
italiana una giusta richiesta di riparazioni. Mussolini inviò un duro ultimatum al
governo di Atene, che fu accolto solo in parte. Il 31 di agosto l'Italia occupava
militarmente l'isola di Corfù, rifiutandosi di deferire la questione all'attenzione
della Società delle Nazioni. Vi fu comunque una mediazione c la questione venne
devoluta alla Conferenza degli Ambasciatori: la Grecia fece le scuse e pagò una
forte indennità al governo italiano; le forze italiane lasciarono Corfù il 27 settembre
1923: vi sarebbero ritornate durante il secondo conflitto mondiale. In realtà già
da tempo la politica estera italiana aveva assunto atteggiamenti antigreci, anche a
causa del problema riguardante la questione dell'Albania meridionale, che da tempo
la Grecia voleva annettersi. Gli anni seguenti sarebbero stati assai difficili per le
relazioni tra Italia e Grecia.
La presente ricerca è stata effettuata con un contributo del Dipartimento di Studi Storici e Artistici
dell'Università di Palermo sui fondi IJer la ricerca scientifica ex 60%.

