Page 345 - Missioni militari italiane all'estero in tempo di pace (1861-1939)
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I CARAlllNIERI REALI IN GRECIA (1912-1923) 335
Nel 1919 si pensò ad un avvicendamento del Gandini, ormai da troppi anni
fuori dalla patria: suo sostituto venne designato il tenente colonnello Dal Pozzo,
comandante la Divisione interna di Torino, ma il prefetto di Torino, Taddei, pregò
il Comando Generale, tramite il Ministero dell'Interno, di soprassiedere, considerata
l'ottima prova che stava dando di sé quell'ufficiale in una piazza difficile come
Torino(47). Il Ministro della Guerra aderì alla richiesta, anche perché si ventilava
che nel maggio del 1919 la Missione avrebbe presto avuto fine. Nel luglio del
1919, però la Missione era ancora pienamente operativa sul territorio e il Gandini
veniva mantenuto al suo posto, senza avvicendamenro(48).
Nel marzo del 1920 furono avviate le trattative per il primo rinnovo del
contratto triennale alla Missione, limitandone peraltro, secondo il desiderio del
governo greco, i membri a cinque, Gandini, Falta, Mazza, Savoia e Delfini. Dopo
che la Legazione italiana "si batté come un sol uomo" (49) nel settembre del 1920
la Missione italiana fu riconfennata per un ulteriore triennio - sarebbe stato
l'ultimo di permanenza in Grecia, fino al settembre 1923 -, con sei ufficiali, i
cinque sopra nominati più Viale. Rimpatriarono Battiti e Bassignano, in quanto
erano quelli con minore anzianità di servizio in Grecia(50). La loro opera fu
comunque tenuta in profonda considerazione nelle dichiarazioni ufficiali che
accompagnarono le trattative e la firma del contratto definitivo: lo stesso Ministero
degli Interni greco si espresse in modo assai positivo nei confronti dei due
ufficiali ai quali non era stato rinnovato l'ingaggio.
Nel febbraio del 1920 il regio ambasciatore Montagna si era recato su invito
del governo greco, accompagnato dallo stesso Gandini a visitare la Scuola per
gendarmi di Atene. Il 16 febbraio scriveva al Ministro degli Esteri, tra l'altro, le
seguenti parole: " ... Dirò in breve che la visita mi offrì l'occasione di constatare
personalmente non solo perché è tanto apprezzata dal Governo ellenico e dai greci
l'opera della nostra Missione militare, ma anche come quel gruppo di nostri
distinti ufficiali e principalmente il loro capo, tenente colonnello Gandini, rendono
col loro lavoro e col loro contegno segnalati servizi al nostro paese, di cui tengono,
in particolare, in quell'ambiente, alto il prestigio e collaborano con efficacia al
successo delle nostre direttive politiche nei riguardi della Grecia ... La Scuola è
impiantata in tutti suoi particolari e funziona sul modello della scuola Allievi dei
reali carabinieri. L'istruzione tanto morale che militare è impartita a norme di
regolamenti e disposizioni compilati su quelli vigenti in Italia. Se non che ciò che
mi ha ancora più favorevolmente impressionato nel corso della visita gli è il fatto
che quell'istituto rappresenti per opera dei nostri ufficiali, considerevole fattore di
propaganda e di influenza morale e politica e a vantaggio dell'Italia in Grecia ... È
bene notare che mentre la Scuola è il centro irradiatore della perizia tecnica,
dell'azione di propaganda e d'influenza morale e politica italiane, l'opera della
Missione militare continua in un campo assai più vasto di quanto presiedendo alla
formazione di organizzazione delle sei legioni in cui è inquadrata la gendarmeria
ellenica, si estende a tutta la Grecia ... " (.S I).

