Page 341 - Missioni militari italiane all'estero in tempo di pace (1861-1939)
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I  CARAIIINIERI  REALI  IN  GRECIA  (1912-1923)                       331


          di  elementi  maggiormente  idonei;  venne  regolato  con  nuove  e  plU  razionali
          disposizioni l'avanzamento dei militari di truppa e dei quadri superiori. Fu predisposta
          l'istituzione di una Scuola allievi ufficiali di gendarmeria. Fu  proposto uno schema
          di regolamento sul carteggio e sulla tenuta degli uffici del Corpo di  Gendarmeria,
          per riorganizzare  anche questo  importante ramo del  servizio.
              Durante  i cinque  mesi  del  governo  GlInaris,  la  stampa ellenica aveva  preso
          a  criticare  violentemente  la  Missione  italiana,  ma  nonostante  tutti  gli  sforzi
          politici  fatti,  Gunaris aveva  perduto le  elezioni  del giugno del  1915.
              D'Aulisio prospettò a Venizelos,  in  vista  del suo nuovo avvento al  potere, la
          delicata situazione in cui si era venuta a trovare la Missione nel periodo precedente,
          adombrando la possibilità di domandare al governo italiano di  ritirare i Carabinieri
          Reali.  Venizelos aveva pregato  D'AlIlisio  di  soprassedere ritenendo ancora molto
          importante e necessaria  la  loro presenza in  Grecia e l'amicizia dell'Italia.
              Tornato al Governo, Venizelos aveva cercato di dare ampia soddisfazione morale
          alla  Missione  italiana,  ma  rimaneva  comunque  la  grande  difficoltà  finanziaria  che
          rendeva D'Aulisio pessimista sul  futuro successo della Missione italiana.
              Il  Regio  Ministero della  Guerra, pur riconoscendo tutta la  delicatezza della
          posizione degli ufficiali ad Atene, riteneva che in quel particolare momento politico
          era  di  speciale  importanza che  il  comando della gendarmeria ellenica rimanesse
          affidato  ad  ufficiali  italiani:  "era necessario  che  continuassero  con  abnegazione
          ad  esercitare  le  loro  mansioni  nella  fiducia  che  quel  Ministero  avrebbe  saputo
          apprezzare nella giusta misura tutti  i sacrifizi  d'indole morale che essi  avrebbero
          affrontato  nell'interesse  del  paese  colla  loro  permanenza  in  ambiente  manife-
          stamente ostile(31)".
              Carossini  e  Patassini,  nonostante  questa  sollecitazione  autorevole,  chiesero
          di  rientrare  in  patria.  Tutta  la  situazione era  abbastanza compromessa,  per voler
          continuare  quella  collaborazione  con  il  governo  greco,  che  peraltro  mostrò  di
          dispiacersi  profondamente del  ritiro della  Missione.
              La situazione politica nel Mediterraneo si  evolveva e la guerra procedeva. In
          realtà  in  un primo momento il  Regio  Governo aveva  dato mandato a de  Bosdari
          di  iniziare le  trattative per il  rinnovo del contratto, ma in seguito ritenne che non
          ci  fossero  più  quelle  ragioni  di  opportunità  politica  che  avevano  consigliato  la
          permanenza della Missione.  Durante le  trattative si  considerò anche la  possibilità
          che gli  ufficiali  della Missione, restituita al  suo numero originario, rimanessero in
          Grecia  con  la  semplice  funzione  di  consiglieri  militari,  togliendo  loro  quindi  il
          comando della  gendarmeria e  qualsiasi  diretta  responsabilità  operativa,  ammini-
          strativa e  disciplinare.  Ma anche  questa  possibilità  venne  scartata,  e  quindi,  allo
          scadere  del  contratto,  fu  deciso  che  tutti  gli  ufficiali  sarebbero  stati  rimpatriati.
          Ancora  il  16  gennaio  1916(32)  de  Bosdari  aveva  ricevuto  dal  Ministero  degli
          Esteri,  con  conferma  del  Ministero  della  Guerra,  l'autorizzazione  a  trattare  il
          rinnovo  del  contratto,  in  quanto  Roma  continuava  a  ritenere  utile  la  presenza
          della  Missione  italiana  ad  Atene,  dove  poteva  costituire  un  ottimo  mezzo
          d'informazione  e  malgrado  gli  attacchi  della  stampa,  il  loro  lavoro  e  sacrificio
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