Page 342 - Missioni militari italiane all'estero in tempo di pace (1861-1939)
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            rispondeva  agli  interessi  della  Patria.  Improvvisamente  il  9  febbraio(33}  veniva
            comunicato al Regio Ministro in Atene che non si doveva dar più corso al  rinnovo
            della  Missione  italiana  per  la  riorganizza zio ne  della  gendarmeria  ellenica.  Il  24
            febbraio  la Missione si  imbarcava per l'Italia a  Patrasso su  un cacciatorpediniere
            della Regia Marina.
                 La  stampa italiana, nel  riportare la notizia,  accusò del  mancato rinnovo del
            contratto la  stampa ellenica  ritenuta filo-tedesca,  che,  per motivi  politici,  aveva
            cercato di distruggere il lavoro fatto dalla Missione nei quattro anni di permanenza
            in Grecia e approvò coralmente la decisione del Governo di ritirarla, per un senso
            di dignità.
                 Al  momento della rottura delle  trattative,  unilaterale da parte italiana, il  de
            Bosdari  informò il  Ministero degli  Esteri  che  il  capo  del  governo greco,  in  quel
            momento Scoulidis, si  era mostrato dolente per il  provvedimento italiano e avev.a
            deciso di esternare agli ufficiali italiani la riconoscenza e la benevolenza del governo
            greco  concedendo  loro  delle  onorificenze  cavalleresche:  lo  stesso  re  Costantino
            lo confermò al  D'Aulisio, quando costui in  qualità di  Capo Missione si  presentò
            per l'udienza di congedo. Infatti il D'Aulisio, che già aveva ricevuto la Commenda
            del  Salvatore,  fu  insignito della  Gran  Croce  dello  stesso  Ordine cavalleresco;  al
            maggiore  Gandini  e  ai  capitani  Carossini,  Mondelli  e  Giovenale  fu  conferita  la
            croce di  Cavaliere Ufficiale di  quell'Ordine(34}.
                 Il  Comando Supremo del Regio Esercito fece  pervenire una lettera di encomio,
            fortemente motivato, al Comando Generale dell'Arma per l'opera svolta dagli ufficiali
            in Grecia:  i componenti la Missione non solo avevano riorganizzato la Gendarmeria
            ellenica,  ma  avevano  anche contribuito alla sorveglianza delle  persone sospette,  alla
            segnalazione  della  base  di  rifornimento  dei  sottomarini  nemici,  alla  scoperta  dei
            carichi di contrabbando e, in genere, al servizio di controspionaggio, fornendo frequenti
            interessanti notizie circa i movimenti delle truppe greche(35}.
                 Però la collaborazione con il governo ellenico non terminò affatto, nonostante
            il periodo che vide alcuni degli ufficiali dei Carabinieri che erano stati impegnati nella
            riorganizzazione della gendarmeria ellenica, occuparsi della Missione alleata di controllo
            predisposta da  Gran Bretagna,  Francia,  Italia e Russia,  tra il  1916 e il  1917, per il
            concentramento forzato delle truppe greche e del loro armamento nel Peloponneso(36}.
            Le  difficoltà contingenti che  avevano determinato  il  ritiro della Missione erano da
            ascriversi alla situazione del  conflitto in  atto, a indubbie difficoltà di  contrattazione
            con  il  governo  greco,  per  problemi  di  politica interna,  nonostante  le  pubbliche
            dichiarazioni; erano perÒ da ascriversi anche a quei dissidi interni alla Missione che
            non era stato possibile sanare se  non con l'azzeramento completo della stessa.
                 Verso  la  fine  del  1917 ripresero  le  trattative  tra il  governo  italiano  e quello
            ellenico per un contratto con i Carabinieri Reali, sempre volto alla riorganizzazione
            della gendarmeria. Furono analizzati con cura i contratti precedenti per apportare
            quelle  modifiche  che  rendessero  più  agevole  il  lavoro  degli  ufficiali  stranieri;  si
            cercò  a  questo  riguardo  di  specificare  in  modo  più  preciso  le  attribuzioni  della
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