Page 335 - Missioni militari italiane all'estero in tempo di pace (1861-1939)
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I  CARAIIiNIERI  REALI  IN  GRECIA  (1912-1923)                        325


         ai  compiti istituzionali del  loro particolare servizio; anche l'immagine, oltre alla
         disciplina,  lasciava  a  desiderare  perché  molto  spesso  non  vi  era  il  senso  del
         decoro dell'uniforme.
              Questo particolare  non deve  stupire:  agli  inizi  del  secolo  XX  in  pochi  stati
         si  era formata la  coscienza dell'importanza di  una gendarmeria professionale per
         l'ordine interno, cioè di  una polizia addestrata con gli  stessi criteri di un esercito,
         e pagata in modo adeguato.  L'istruzione generale e militare era assai  manchevole.
         Le caserme erano in cattive condizioni, insufficienti. La gendarmeria non disponeva
         di  propri  magazzini  per  la  confezione  e  la  distribuzione  di  oggetti  di  corredo  e
         per l'armamento,  ricorrendo  per  necessità a  quelli  dell'esercito:  soprattutto  non
         disponeva di apposite risorse  finanziarie(13l.  La situazione, sebbene migliore della
         Gendarmeria macedone e della stessa ottomana, era degradata.
              Appena giunti, gli  ufficiali  italiani si  misero al  lavoro,  procedendo in  primo
         luogo  alla  traduzione  dei  vari  regolamenti  usati  in  Italia  in  lingua  greca  e  delle
         varie  leggi  di  polizia ellenica  in  italiano,  per  riuscire  a comprendere approfondi-
         tamente la questione. Il  D'Aulisio, in qualità di capo Missione, assunse il controllo
         e la direzione della parte disciplinare, non tralasciando però la funzione di  studio
         e organizzativa.
              Nell'agosto del  19121a Missione italiana poté presentare allocale Ministero
         degli Interni una bozza di regolamento organico studiato sulla base di quello vigente
         in  Italia,  ma  adattato alle  esigenze della  situazione  ellenica.  Fu  anche presentato
         il  progetto per la costituzione di un battaglione di gendarmeria e di un reparto di
         gendarmi  anziani  da  inviare  in  servizio  per  il  Regno  in  circostanze  speciali.  Fu
         redatto un progetto per la ricostituzione della Scuola sottufficiali di gendarmeria.
         Dopo poco tempo seguirono  i progetti per il  regolamento d'istruzione e servizio
         del Corpo, e un progetto per le modifiche all'uniforme, all'armamento, all'equipag-
         giamento. Anche l'organico del  Corpo venne preso in  considerazione per un suo
         adattamento alle  nuove strutture.
              Fu  un  serio  lavoro  di  studio e di  preparazione che,  se  accettato, si  sarebbe
         tradotto in miglioramenti certi nel servizio, ma anche in un consistente aumento
         di  spesa  da  mettere  in  bilancio.  Dipendeva  dall'influenza  personale  del  capo
         Missione sulle  autorità  greche  la  possibilità  di  procedere  in  modo  operativo su
         quanto proposto, perché era evidente che si andava incontro ad un serio problema
         di  bilancio,  soprattutto  per  l'aumento  dei  contingenti  previsti,  considerato  che
         in  quel  particolare  periodo  storico  la  Grecia  aveva  già  deficienze  di  organico
         nelle  stesse  fila  dell'esercito,  a  causa  della  forte  emigrazione  dei  giovani  verso
         migliori  situazioni  lavorative.
              Da  una  relazione  riservata  del  colonnello  Marro(14l,  si  può  comprendere
         quale  fosse  la  difficoltà  della  Missione,  tanto  che,  tra  l'altro  all'interno  del
         gruppo italiano, non vi era uniformità di giudizi sulle proposte da fare. Soprattutto
         non vi  era accordo tra  il  modo di  operare e  procedere del  capo  Missione  e dei
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