Page 402 - Missioni militari italiane all'estero in tempo di pace (1861-1939)
P. 402
392 GIANCARLO MONTINARO
(11) Mario De Bernardi (Venosa, l° luglio 1893 - Roma 8 aprile 1959), pilota durante la guerra
1915-18, si era guadagnato fama mondiale per i numerosi successi che aveva raccolto in gare e competizioni
internazionali, a cominciare dalla vittoria a Norfolk (USA) nella Coppa Schneider del 1926. Lasciato il
servizio attivo, De Bernardi prosegulla sua attività di pilota e collaudatore per conto di alcune industrie.
Il suo nome è rimasto legato anche al Campini-Caproni, primo aereo "a reazione" italiano, che collaudò
in volo il 28 agosto del '40.
(12) Nato a Napoli 1'11 aprile 1894, Roberto Lordi proveniva dai corsi regolari dell'Accademia
Militare e aveva combattuto come pilota durante la I guerra mondiale. Transitato nei ruoli della Regia
Aeronautica nel 1923, al momento del conferimento dell'incarico in Cina era il comandante dell'Aviazio-
ne della Cirenaica.
(13) Cfr.: Maria Falorsi De Bernardi, Mario De Bemardi, Edizioni Bizzarri, Roma 1976, p. 70-72.
(14) Per il personale inviato in Cina vds. lo specchio riepilogativo finale.
(15) S. Scaroni, Missione militare aeronautica in Cina, cit., p. 8. Una testimonianza sull'atteggia-
mento di Chiang mi è stata fornita dal figlio di Lordi.
(16) Sul coinvolgimento della Missione italiana nelle operazioni contro le forze comuniste cfr.
anche quanto riportato da Scaroni nella relazione Risultati col1Seguiti dalla missiolle militare aeronautica
in quattro anni di permanenza iII Cina compilata sul finire del periodo in Cina: "Nel Marzo 1935 gli
Ufficiali Piloti Italiani partecipavano alla campagna contro i comunisti nel Kweichow, trasportando con
lunghi e rischiosi voli su zone montagnose e deserte, materiale bellico alle truppe del Governo circondate
dai comunisti. Lavoro, questo, che i piloti americani si erano rifiutati di svolgere, dato il rischio che com-
portava". In Archivio Centrale dello Stato (ACS), Ministero dell'Aeronautica, Gabinetto del Ministro
(GABAEREO) (1937), "Cina - Missione Aeronautica", b. 64, f. 9. V.13.2.
(17) Ibidem.
(18) R. Legazione Shanghai al Ministro Affari Esteri, 21 febbraio 1934, n. 406/79, in ASMAE,
"Affari Politici", "Cina" (1934), b. 42, f. 7 "Aviazione militare e civile".
(19) Per 1111 quadro delle esportazioni aeronautiche italiane in Cina si rimanda alla tabella pubblicata
da G. Garello in, Ali italiane nei cieli ... , cit., p. 35. La prima vendita di velivoli in Cina risale agli anni Venti
(otto Ansaldo A. 300). In tutto, seguendo Garello, furono esportati in Cina complessivamente 137 aerei.
(20) Il rapporto di Drysdale è contenuto in Foreign Relations of the United States, Diplomatic
Papers 1934, voI. III, The Far East, Washington 1950, p. 315-317; il documento mi è stato fornito gen-
tilmente da G. Garello che ringrazio.
(21) Ragioni di spazio impongono di fare solo pochi accenni sulla SINAW che, seppur non diret-
tamente connessa all'operato della Missione, legò inevitabilmente a questa le sue vicende. Particolare
attenzione meriterebbe poi la figura dell'ingegner Luigi Acampora, consigliere delegato della SINAW, cui
venne affidata la responsabilità della fabbrica; grazie a lui riuscì a diventare operativa in circa due anni
(1936), battendo sul tempo la Junkers che aveva raggiunto con i cinesi un accordo per la realizzazione di
una fabbrica cino-tedesca i cui impianti, ancora ad ottobre 1937, dovevano essere ultimati. Acampora si
rivelò inoltre acuto osservatore della complessa realtà politico-istituzionale cinese, come dimostrano i
suoi dettagliati rapporti inviati in Italia. Per una sintesi della storia della SINA W cfr.: G. Garello, Il Breda
65 e l'Aviazione d'assalto, cit., p. 186-192.
(22) Ministero dell'Aeronautica a Ministero Affari Esteri, 23.10.1934, n. 07031, in ASMAE,
"Affari Politici", "Cina" (1934), b. 42, f. 7, "Aviazione militare e civile".
(23) Silvio Scaroni (Brescia, 12 maggio 1893) che all'epoca dei fatti qui descritti ricopriva l'inca-
rico di aiutante di Campo del re, costituiva senza dubbio una figura di grande prestigio, in quanto
decorato di medaglia d'oro al Valor Militare, secondo degli assi italiani della prima guerra mondiale,
dopo Francesco Baracca per numero di vittorie ottenute in combattimento.

