Page 407 - Missioni militari italiane all'estero in tempo di pace (1861-1939)
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LA MISSIONE AERONAUTICA ITALIANA IN ARAIIIA SAUDITA (1935-39) 397
rapporti esistenti fra l'Italia e la Turchia,,(14). Tale progetto non ebbe tuttavia seguito
pratico, per difficoltà frapposte dal governo turco, né potevano giungere istruttori di
volo dai paesi arabi limitrofi che occasionalmente fornivano a scopo addestrativo
ufficiali d'artiglieria ex ottomani. La situazione aviatoria in Arabia Saudita non era,
in quel momento, particolarmente florida. Secondo quanto riferiva la Legazione di
Gedda nel marzo 1934, esistevano solamente quattro aerei inglesi, acquistati nel
1928 ma ormai in pessime condizioni generali e senza alcuna organizzazione tecnico-
logistica(15). Più tardi, pare per iniziativa del principe Feysal, alla Mecca fu fondato
un club del volo con sede ad AI-Qashashia, che si riuniva ogni lunedì sotto la presidenza
dello stesso Feysal(16). Sulla passione aeronautica del principe ereditario vi è peraltro
concordanza unanime delle testimonianze, tanto saudite quanto italiane: con grande
lungimiranza, Feysal aveva compreso il valore dei servizi aerei per i collegamenti di
un paese grande quanto un terzo degli Stati Uniti o una dozzina di nazioni europee.
Nel corso degli anni la stampa egiziana riferÌ occasionalmente dell'intenzione
di aprire una scuola con personale straniero e, pur mancando per il biennio 1933-
1934 ogni riferimento a trattative con l'Italia, si può dunque ipotizzare che dalla
constatazione dell'esigenza nascesse un graduale ritorno sulle posizioni dell'autunno
1932, forse anche per l'accelerato interesse creatosi in Italia in relazione alle esigenze
di tutela del traffico navale in mar Rosso che si sarebbero prevedibilmente venute
a creare in seguito all'inizio del conflitto italo-etiopico. Infatti, come Suvich
comunicava il 10 novembre 1935 al Ministro italiano a Gedda, Persico, "Interessa
che codesto Governo sappia che Italia confida che da eventuali accordi fra Saudia
e Gran Bretagna nulla derivi che possa compromettere attuale equilibrio del mar
Rosso e della penisola araba, di cui è elemento essenziale mantenimento completa
indipendenza e sovranità Regno saudito come dello Yemen. Italia, desiderosa che
si rassodino rapporti amichevoli tra i due Regni arabi costa orientale mar Rosso,
rispettosa loro indipendenza e sovranità, ha solo interesse che attuale equilibrio
non sia turbato, onde potere sviluppare con Regno saudito [sic] suoi attuali rapporti
di fiduciosa amicizia e dare incremento reciproche relazioni economiche"(17).
Allievi sauditi nelle scuole italiane
La prima fase della collaborazione aeronautica si espletò attraverso l'invio
in Italia di un primo nucleo di allievi sauditi. La selezione in Arabia era stata
effettuata tramite il club del volo, al quale affluirono oltre 100 candidati, ridotti
a 40 dopo una prima selezione fisica(l8). I candidati furono poi inviati a I.:Asmara
per la visita medica, che superarono solo in quattro. Per coprire l'aliquota di sei
posti concordata con l'Italia fu pertanto necessario un ulteriore reclutamento, al
quale risposero un'ulteriore trentina di candidati, che effettuarono la selezione
a Gedda, dove era arrivata una nave italiana con personale medico. Le visite
furono effettuate presso l'ospedale Bab Al-Sharif. Il gruppo così formato comprendeva
Abdullah Mandili(19), Sadaqa Trabazoni, Hamsa Trabazoni, Saleh Alem, Amin
Shakir e Saeed Bakhsh, ai quali si aggiunsero successivamente Abdul Kadir Zin,
Abdul Kadir Kamel, Salih Abdul Karim e Khalid Dia Eldin. I prescelti ebbero

