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Scenari Sahariani – Libia 1919-1943 “La via itaLiana aLLa guerra neL deserto”


            LA RIORGANIZZAZIONE DEL 1942





               Gli avvenimenti che si erano svolti nel Fezzan in quelle due settimane del
            marzo 1942 furono analizzati con attenzione dagli organi informativi del Regio
            Esercito per comprenderne il reale significato in relazione ai possibili obiettivi
            dell’avversario e all’entità dello sforzo prodotto, che aveva richiesto una complessa
            attività di preparazione con il potenziamento della base logistica di Zouar, nel
            Tibesti. I risultati ottenuti si riassumevano nella distruzione dei piccoli presidi di
            Tegerhi, Gatrun, Tmessa, Uigh el-Chebir e Uau el-Chebir, poco più di avamposti
            attrezzati con una stazione radiotelegrafica e in qualche caso con un campo di
            fortuna, mentre a Umm el Araneb e Zuila gli attacchi erano stati respinti. Le
            forze impiegate venivano valutate in una pattuglia esplorante di 10 automezzi,
            tre pattuglie di combattimento forti di 20 automezzi ciascuna, e una colonna di
            supporto con 8 autocarri officina, 5 autoambulanze e 20 autocarri. La dotazione
            degli automezzi delle quattro pattuglie, ciascuno con un equipaggio di 4 uomini,
            era indicata in 5000 colpi per ogni arma automatica, viveri per 20 giorni, 150
            litri di acqua  e  carburante per 2000  km.  Le  informazioni  disponibili  davano
            poi per ogni pattuglia un armamento costituito da 4 mitragliatrici Hotchkiss,
            2 mitragliatrici leggere, 1 mortaio da 60 mm, 1 mitragliatrice contraerea da 13
            mm, 4 pezzi anticarro, il che significava una potenza di fuoco ben superiore a
            quella dei presidi sparsi nel Fezzan. Era un quadro sufficientemente corretto,
            e altrettanto corretta era l’indicazione dei presumibili obiettivi: riconoscere gli
            itinerari utilizzabili per azioni su più vasta scala, distrarre uomini e mezzi dal
            fronte principale, addestrare i reparti in operazioni a largo raggio e in regioni
            prive di risorse, svolgere azione di propaganda tra le cabile del deserto.
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               Si era trattato in ultima analisi di una ricognizione in forze, intesa a saggiare
            la consistenza e la reattività della difesa senza escludere la possibilità di puntare
            a obiettivi di più ampio respiro nel caso di uno sviluppo favorevole degli eventi.
            Quanto  al  valore  “politico”  dell’operazioni,  oltre  alla  volontà  di  dimostrare
            ancora una volta la capacità di agire in modo indipendente delle forze degaulliste,
            c’era anche l’intenzione di creare, con una propaganda mirata sulle popolazioni
            locali, le premesse per una futura annessione del Fezzan, ed eventualmente di
            altre parti della Libia, all’Africa Equatoriale Francese. Si delineava quindi per il
            futuro una minaccia quanto mai concreta. Per farle fronte non c’era altra strada
            se non quella di rafforzare ulteriormente l’organizzazione militare del Sahara


            126   Stato Maggiore Regio Esercito, Servizio Informazioni Esercito, Sahara Libico. Incursioni nemiche
               contro i nostri presidi del Fezzan, promemoria del 21 marzo 1942, Rep. H-3, Racc. 91, AUSSME.


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